domenica 5 aprile 2026

LA COLLEZIONE ASI BERTONE È RITORNATA A TORINO, ALLO STELLANTIS HERITAGE HUB

 

Inaugurato presso lo Stellantis Heritage Hub di Torino il nuovo allestimento che accoglie la Collezione ASI Bertone, quello che potremmo definire uno dei nuclei più significativi del design automobilistico internazionale. Un ritorno cercato e atteso da tempo, che arricchisce ulteriormente l'offerta motoristico-culturale torinese e segna un incontro naturale tra due patrimoni complementari dell’evoluzione stilistica e tecnica "made in Torino".

 

Grazie all’accordo tra l'Automotoclub Storico Italiano e StellantisHeritage, il grande pubblico potrà ammirare anche la Collezione Bertone, acquisita e posta sotto tutela dall'ASI nel 2015. L’esposizione conta 66 esemplari realizzati tra gli anni ’60 e i primi anni 2000 e comprende iconiche auto di serie, modelli di stile, prototipi e show-car in rappresentanza di venti marchi automobilistici internazionalicon i quali Bertone aveva attivato proficue collaborazioni. Ogni pezzo racconta la storia dell’eccellenza costruttiva, dell’incessante ricerca creativa e dell’evoluzione delle concept-car realizzate nel Centro Stile Bertone in ogni decade.

Sfruttando l’opportunità di modellare auto non destinate esclusivamente alla produzione di massa, i designer Bertone hanno saputo reinventare audacemente l’architettura del veicolo, attingendo a idee universali di linea e forma perfette.


L’iniziativa si inserisce in una fase di profonda riorganizzazione dello spazio espositivo di via Plava 80, all’interno dello storico comprensorio di Mirafiori, avviato negli ultimi dodici mesi per rendere ancora più intensa l’esperienza di visita. Nasce così il “nuovo” Heritage Hub, adesso più accessibile e ancora più strutturato, che rafforza ulteriormente la missione del dipartimento Stellantis Heritage: raccontare e custodire “le auto di Torino”, ovvero quelle vetture, quelle idee e quelle visioni che hanno reso il capoluogo piemontese uno dei centri più influenti nella storia dell’automobile. A confermarlo è una collezione unica nel suo genere, composta da oltre 300 vetture dei marchi italiani del Gruppo, che condensano più di 120 anni di innovazione e stile Made in Italy, dando vita a un racconto coerente e continuo che attraversa epoche e linguaggi: dai modelli storici a quelli più recenti, dalle vetture di serie a esemplari o prototipi unici al mondo.

In particolare, per rendere ancora più immersiva l’esperienza dei visitatori, a partire dallo scorso anno sono state riorganizzate le otto aree tematiche del percorso espositivo. All’interno di ciascuno spazio sono presenti otto vetture principali, disposte in ordine cronologico, affiancate da altri esemplari coerenti per affinità tecnica o progettuale, in grado di amplificare il contesto storico e culturale di riferimento di ciascuna area. Inoltre, al fine di rispondere anche a un interesse in costante crescita - solo lo scorso anno le visite sono aumentate del 6%, rispetto al 2024, con una presenza significativa di visitatori stranieri – dal mese di marzo l’Heritage Hub è visitabile tutti i giorni (tranne il lunedì) previo acquisto del biglietto online al seguente link, con la possibilità di scegliere tra visita autonoma nei giorni feriali o visita guidata nel fine settimana.


Alberto Scuro, Presidente ASI, ha evidenziato: “Siamo davvero contenti e soddisfatti di questa nuova collaborazione perché fin dall’inizio l’obiettivo era quello di riportare a Torino un patrimonio che appartiene alla città e al Piemonte. Bertone fa parte dei grandi nomi del car-design e dello stile cui Torino ha offerto terreno fertile per uno sviluppo senza pari al mondo. Dopo aver acquisito la Collezione nel 2015, già posta sotto la tutela del Ministero della Cultura affinché non potesse lasciare l’Italia né essere divisa, con questo definitivo ritorno all’ombra della Mole possiamo dire di aver completato la nostra missione di tutela, salvaguardia e promozione. Il tutto accade in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione dell’ASI per una combinazione simbolica che ci rende orgogliosi del nostro operato e della rete sistemica sempre più efficace creatasi con molti altri stakeholder del territorio, con le istituzioni, le aziende e gli enti che continuano a credere nel valore culturale ed economico dell’automotivepiemontese. Torino rinnova il suo status di capitale mondiale del motorismo storico”.

 

Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage Italia, ha dichiarato: “La missione dell’Heritage HUB è raccontare, attraverso una prospettiva evolutiva, oltre cento anni di storia dell’automobilismo intimamente connessa alla città di Torino. L’ingresso della Collezione ASI Bertone rafforza ulteriormente il ruolo dell’Heritage HUB come polo di riferimento unico nel panorama museale, capace di narrare le tappe fondamentali dell’evoluzione tecnologica e del design in vari ambiti: dalle competizioni all’ecologia, dalle fuoriserie alle utilitarie che hanno contraddistinto la storia della mobilità nel mondo. Siamo particolarmente orgogliosi di prendere parte a questo progetto, offrendo a un pubblico sempre più ampio l’opportunità di scoprire e riscoprire la straordinaria storia italiana attraverso le vetture che vanno ad arricchire la collezione già presente nei nostri spazi”.


LA COLLEZIONE ASI BERTONE


Le origini della Collezione risalgono all’inizio degli anni ’70, quando Nuccio Bertone ebbe un'intuizione che si sarebbe rivelata preziosa, soprattutto per le generazioni future. La nuova sede di Caprie, inaugurata il 15 ottobre 1972 a pochi chilometri da Torino, offriva lo spazio necessario per ospitare la raccolta. I prototipi più innovativi non sarebbero più stati destinati alla demolizione, ma avrebbero rappresentato l’Azienda negli anni a venire. A questi prototipi, Bertone avrebbe aggiunto la sua collezione personale, composta dalle auto a lui più care.


La mostra all’Heritage Hub si apre con l’Alfa Romeo Giulia Sprint del 1963, modello che riunisce in sé la doppia anima della Bertone: quella che vive nel Centro Stile e quella che sostiene la produttività industriale della Carrozzeria, attiva per molti anni con linee di montaggio dedicate a piccole e grandi serie. Rimanendo negli anni ’60, spiccano in Collezione la Lamborghini Miura S del 1967 e la Runabout del 1969.

Per la decade successiva si possono citare alcuni modelli andati in produzione come la Lamborghini Espada (1970), la Fiat Dino Coupé (1970), la Lancia Stratos (1975), la Fiat X1/9 (1977) o la Ferrari 308 GT4 (1978, l’unica Ferrari prodotta in serie disegnata nel Centro Stile Bertone), affiancati a prototipi come la Suzuki Go (1970), la Citroën Camargue (1972), la NSU Trapeze (1973), la Ferrari Rainbow (1976) o la Volvo Tundra (1979). Sono gli anni nei quali la direzione del Centro Stile Bertone fa capo al maestro del car-design Marcello Gandini, tra i primi a dettare inedite linee geometriche che avrebbero cambiato completamente i connotati del concetto stesso di automobile.

Il passaggio epocale agli anni ’80 si materializza con proposte avveniristiche come la Chevrolet Ramarro (1984), la Citroën Zabrus o la Lamborghini Genesis (1988), in contrapposizione ad auto per il grande pubblico come la Opel Kadett Cabriolet (1983) e la Fiat Ritmo Cabriolet (1986), per arrivare ad una supercar universale come la Lamborghini Countach Quattrovalvole (1987).

Nei successivi anni ’90, Bertone è tra le prime realtà automotive ad approcciare il tema della propulsione elettrica. Una visione decisamente avanzata ma allo stesso tempo concreta, il cui punto più elevato viene raggiunto con la Bertone Z.E.R. (Zero Emission Record) che nel 1994 e 1995 segna numerosi primati mondiali. Elettrica è anche la sportiva Blizdel 1992, pensata per il puro divertimento su strada alla stregua di un go-kart carenato. Degne di nota sono numerose altre coupé granturismo come la Lancia Kayak (1995), la Opel Slalom (1996) e l’Alfa Romeo Bella (1999); come pure alcune varianti multiuso allestite sulla base di modelli Fiat di serie come la Cinquecento, la Punto e la Bravo: sono la Rush (1992), la Racer (1994) e la Enduro (1996).

L’ingresso nel terzo millennio è all’insegna della funzionalità con la nascita, nel 2000, della Bertone Slim pensata per l’ambiente urbano e dotata di un corpo vettura ristretto che richiama la fusoliera aeronautica. Ci sono poi le monovolume Opel Filo (2001) e Cadillac Villa (2005), che esprimono il piacere e il confort di vivere l’auto come la propria casa. Non possono mancare altre sportive purosangue - concetto ben radicato nel DNA Bertone - come la Birusa (2003), la Aston Martin Jet 2 (2004) o la Jaguar B99 TT (2011).

 


UN LUOGO ICONICO DOVE RESPIRARE LA STORIA DELL’AUTOMOBILISMO ITALIANO


Il primo aspetto che incuriosisce i visitatori dell’Heritage Hub è senza dubbio l’edificio in cui sono custoditi questi esemplari unici al mondo, ovvero i circa 15.000 metri quadrati della storica Officina 81 di Via Plava a Torino, uno degli impianti di produzione meccanica FIAT all'interno del comprensorio industriale di Mirafiori, le cui radici affondano nel lontano 1939. Per poter accogliere la meravigliosa collezione aziendale, l’ambiente originale è stato oggetto di un accurato restauro conservativo che ne ha rispettato la natura industriale, i colori storici senape e verde, la pavimentazione in cemento e il reticolo di pilastri metallici.

Al centro dello spazio espositivo figurano 64 vetture storiche, suddivise in 8 aree tematiche: “Records and Races”, le protagoniste che hanno trionfato sui principali circuiti di tutto il mondo; “Concepts and Fuoriserie”, vetture rarissime e straordinari pezzi unici; Archistars, i modelli che hanno rivoluzionato l’architettura dell’automobile, pur rispettando i dogmi di produttività e funzionalità; “Eco and Sustainable, che accoglie le vetture la cui progettazione più si è distinta nel rispetto dell’ambiente; “Small and Safe”, modelli che hanno saputo unire sicurezza e dimensioni contenute; “Style Marks”, vetture che hanno fatto la storia del design; “Epic Journeys, le protagoniste di viaggi indimenticabili; “The Rally Era”, le “belve”  italiane dell’epoca d’oro delle corse su strada e sterrato.

I due lati lunghi dell’edificio ospitano il resto della collezione, diviso per brand e ordinato secondo un criterio cronologico. In particolare, accanto ai marchi FIAT e Lancia trova spazio una selezione di modelli Alfa RomeoAutobianchi e Abarth, insieme a sezioni speciali come quella dedicata alle storiche FIAT dell’Arma dei Carabinieri, con 16 vetture che raccontano mezzo secolo di collaborazione. Al fondo del padiglione, infine, è presente un’area riservata ai motori, rappresentati da oltre trenta tra i più importanti propulsori - dal celebre 4 cilindri della “serie 100” ai prototipi elettrici, a turbina e persino a vapore – che testimoniano un secolo di ingegno e sperimentazione dei marchi italiani del Gruppo. 

(Luca Gastaldi - Ufficio Stampa ASI)





Scatta dal Red Bull Ring la stagione 2026 di TopJet F.2000


Paruzzaro (NO) 04 Aprile 2026 – (Agenzia ErreGiMedia) Prenderà il via dal 10 al 12 aprile, sul prestigioso Red Bull Ring, la stagione 2026 della TopJet F.2000. Il tracciato austriaco, teatro negli anni di appassionanti sfide anche del Mondiale di Formula 1, ospiterà il primo appuntamento di un campionato che si annuncia ancora una volta ricco di contenuti tecnici e agonistici.

Il weekend inaugurale si preannuncia particolarmente intenso, configurandosi come una vera e propria “gara nella gara”: i piloti della serie tricolore saranno infatti affiancati dai protagonisti del campionato austriaco Formel Cup, confermando una sinergia ormai consolidata che garantirà una presenza numerosa e qualificata di vetture in pista, con griglie particolarmente affollate e un livello competitivo di assoluto rilievo.

Dopo l’apertura internazionale, il campionato entrerà nel vivo in Italia già a fine aprile, con il primo appuntamento nazionale in programma all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari dal 24 al 26 aprile, dove è attesa una partecipazione ancora più ampia di piloti. Si proseguirà quindi con la tappa del 3-5 luglio all’Autodromo Vallelunga, prima di entrare nel momento centrale della stagione con il prestigioso appuntamento del 17-19 luglio al Misano World Circuit Marco Simoncelli, in concomitanza con il GT World Challenge, che offrirà alla serie una vetrina internazionale di assoluto rilievo. Nel cuore dell’estate spazio quindi al tradizionale appuntamento nel tempio della velocità, l’Autodromo Nazionale Monza (1-2 agosto).

Dopo la pausa estiva si ritornerà nuovamente a Misano, ancora sul Misano World Circuit Marco Simoncelli (18-20 settembre), prima del gran finale in programma all’Autodromo Internazionale del Mugello dal 16 al 18 ottobre.

Confermato il format che ha caratterizzato le ultime stagioni, in linea con i principali campionati internazionali: le qualifiche potranno essere suddivise in due gruppi in funzione dell’elevato numero di iscritti, seguite dalla Sprint Race del sabato e dalla Feature Race della domenica, per un fine settimana di gara completo e spettacolare.

Elemento centrale del progetto resta la sinergia con il title sponsor TopJet, azienda guidata da Dino Rasero, da anni al fianco della serie. Un legame consolidato non solo sul piano organizzativo, ma anche sportivo: proprio Rasero, al termine della scorsa stagione, si è infatti aggiudicato il titolo Gentleman dopo un avvincente confronto diretto, riconoscimento che ACI Sport considera a tutti gli effetti un titolo tricolore, al pari della classifica assoluta.

«Siamo pronti per una nuova stagione che si preannuncia entusiasmante – ha dichiarato Piero Longhi –. Nonostante i tanti anni di esperienza, prima da pilota e oggi da organizzatore, ogni avvio rappresenta sempre una nuova emozione. Le conferme, sia in termini di collaborazioni con Franz Woss per quanto riguarda la Austria Formel Cup, sia con Dino Rasero per il marchio TopJet, rappresentano il segnale più concreto del lavoro svolto. Un valore fondamentale è rappresentato anche dallo staff, altamente qualificato e strutturato: Simona Pizzera, impegnata nel coordinamento organizzativo; Paolo Stanzani, responsabile tecnico della serie; Luca Marrocolo, videomaker ufficiale; Marco Privitera, addetto stampa e commentatore televisivo; oltre al supporto della piattaforma giornalistica Erregimedia, riferimento per la comunicazione media del campionato. Grazie a questo gruppo di lavoro riusciamo a gestire al meglio le trasferte e lo sviluppo dell’intero campionato».

Si apre così una nuova stagione della TopJet F.2000, pronta a rinnovare il proprio ruolo di riferimento nel panorama delle monoposto, tra tradizione, competitività e respiro internazionale.

Calendario 2026 TopJet F.2000 Italian Trophy: Red Bull Ring (AUT), 10-12 aprile; Imola, 24-26 aprile; Vallelunga, 3-5 luglio; Misano, 17-19 luglio; Monza, 1-2 agosto; Misano, 18-20 settembre; Mugello, 16-18 ottobre.




sabato 4 aprile 2026

Anche nel 2026 il concorso d'eleganza della Coppa D'Oro delle Dolomiti


Per l’edizione 2026 della Coppa d’Oro delle Dolomiti, gli equipaggi che si iscriveranno alla gara di regolarità classica - valevole per il Campionato Italiano Grandi Eventi - potranno partecipare, con la propria auto, anche al Concorso di Eleganza. Una giuria di esperti valuterà le auto in concorso che verranno premiate durante la tradizionale cerimonia della domenica.

Nel 2019, il primo premio è andato ad una splendida Osca MT4 Frua del 1952 del team giapponese Kimura Hidetomo e Kurosawa Tetsu; nel 2021 è stata invece premiata la Lancia Lambda del 1929 di Tommaso Bianchini e Federica Borghini, un modello - quello della Lancia Lambda - che proprio nel 2021 ha festeggiato i 100 anni di vita.

Nel 2022 a vincere è stata una splendida Alfa Romeo 6C 1750 GS del 1932 dell’equipaggio Keith Stephen Roberts e Robin Pinchbeck. Nel 2023 a occupare il primo gradino del podio è stata la Maserati A6 GCS del 1955 di Olindo Deserti e Maurizio De Marco.

Il 2024 ha incoronato un binomio proveniente dal Giappone, l’equipaggio composto da Fukuda Hiromichi e Sugiura Yasuyuki a bordo di una spettacolare Ferrari 166 MM del 1950. Nel 2025 a vincere è stata la Pasqualin Giannini 750 Sport del 1950 condotta da Stefano Mecchia e Adelino Meotto.

Procede intanto l’organizzazione per la prossima edizione, che si terrà a Cortina d'Ampezzo dal 16 al 19 luglio. (Ufficio Stampa ACI Sport)

Lotus T56B: da Indianapolis alla Formula 1, storia di una monoposto con motore d’aereo a reazione



> di Massimo Campi - Immagini © Raul Zacchè/Actualfoto

La storia della Lotus 56 nasce da un certo Ken Wallis, lontano parente di Barnes Wallis, passato alla storia per aver progettato il bombardiere inglese Vickers Wellington e le bombe Grand Slam, Tallboy (due fra le più grosse bombe a caduta libera mai create dall’uomo) e le famose bombe rimbalzanti con cui distruggere le dighe tedesche.

Nella mente di Wallis si materializza l’idea di montare su una macchina da corsa una turbina da elicottero. A metà degli anni ’60 il tecnico presenta il progetto a Dan Gurney e a Carrol Shelby, che si dimostrano scettici all’idea, ma a crederci e a metterlo in pratica diventa il vulcanico patron della STP Andy Granatelli che, con l’aiuto del fratello Joe, realizza l’idea di Wallis. Nasce così la STP Paxton Turbocar, sviluppata a partire dal gennaio del ’66 presso la divisione Paxton della STP a Santa Monica. La monoposto ha la trazione integrale con la turbina Pratt & Wythney ST6B montata a sinistra e l’abitacolo del pilota sulla destra della struttura a trave del telaio.

Dopo un primo test a Phoenix, Parnelli Jones è pronto a portare in gara la monoposto alla 500 Miglia di Indianapolis del 1967. La macchina, verniciata di rosso è sesta in prova, al via è molto veloce, Parnelli Jones conquista la testa della gara ed inizia a distaccare gli inseguitori fino a quando la rottura di un cuscinetto della trasmissione mette fine al suo sogno. I tempi sul giro sono notevoli, le prestazioni messe in mostra dalla Paxton Turbocar convincono Granatelli a proseguire l’avventura con la monoposto a turbina, incontro Colin Chapman e tra i due nasce subito un accordo ed un nuovo progetto denominato Lotus 56.

Il progetto è affidato a Maurice Philippe, il papà della Lotus 49 e della Lotus 72. La Lotus 56 nasce con la stessa forma a cuneo che verrà poi utilizzata anche sulla 72 ed equipaggiata dalle stessa turbina della STP-Paxton ulteriormente evoluta in ossequio alle nuove norme regolamentari imposte dalla federazione americana, la USAC, allarmata dall’escalation a livello di competitività di questi motori. La turbina Pratt & Wythney ST6B-70 viene però montata in posizione centrale alle spalle del pilota, ma girata rispetto al senso di marcia. La Lotus 56 monta pneumatici Firestone di uguali dimensioni sulle quattro ruote ma l’esordio della nuova monoposto si conclude con il dramma di Mike Spence che perde la vita durante le prime prove sul catino dell’Indiana. Le tre monoposto rimaste vengono affidate a Graham Hill, Joe Leonard, Art Pollard, per le qualifiche della 500 Miglia di Indianapolis. La Lotus 56 riesce a sfruttare tutta la potenza della sua turbina, Leonard parte in pole, con Hill al suo fianco, mentre Pollard è solo undicesimo. Anche questa volta il motore a turbina non ha fortuna, Hill è messo fuori gioco da un incidente a metà gara, mentre Leonard viaggia indisturbato al comando verso la vittoria quando, a nove giri dalla bandiera a scacchi è costretto al ritiro a causa del grippaggio dell’alberino della pompa del carburante nel momento. Stesso sorte per la vettura gemella di Pollard, anche lui afflitto da un guasto tecnico.

La potenzialità della Lotus 56 impressiona il pubblico ed i tecnici presenti ed alla fine del 1968 la USAC interviene nuovamente dando un altro giro di vite ai regolamenti riguardanti le vetture alimentate da un propulsore a turbina. L’avventura americana della Lotus 56 è ormai finita, Colin Chapman decide di non impegnarsi più nello sviluppo della macchina, che viene momentaneamente accantonata. Il 1968 è un anno complicato ed a doppia faccia per il team britannico che deve fare i conti con il dramma di Jim Clark oltre a quello di Mike Spence, ma anche una stagione di grandi soddisfazioni con la conquista del titolo mondiale piloti di Graham Hill oltre a quello costruttori.

Nella stagioni seguenti Colin Chapman si dedica alle monoposto della massima formula, con la Lotus 72 conquista il titolo mondiale nel 1970, ma il genio inglese non vuole fare morire la lontana idea di una vettura con il motore a turbina. Nel 1971 ripesca la Lotus 56 e la adatta alle specifiche della massima formula. la turbina della Lotus T56B sprigiona oltre 600 cv, una potenza superiore ai migliori 12 cilindri della massima formula, scaricata a terra grazie alla trazione a quattro ruote motrici. Inizialmente la Lotus T56B è priva di alettoni, ma dopo i primi test vengono aggiunte delle appendici alari sia all’anteriore che al posteriore. Un altro vantaggio aerodinamico è l’assenza di superfici radianti per il raffreddamento del motore, mentre la turbina Pratt & Whitney, alimentata a cherosene, e sempre posizionata alle spalle dell’abitacolo. La configurazione a doppio stadio, con un regime di rotazione costante di 40.000 giri, è equipaggiata di un demoltiplicatore integrato dentro al motore, nella parte anteriore, che trasferisce il moto all’albero di trasmissione.

La turbina, come nella versione americana, è girata rispetto al senso di marcia, e l’aria di alimentazione è convogliata dalle grandi prese aperte nella zona superiore delle fiancate, che indirizzano il flusso in coda al motore. Dopo la combustione i gas risalgono e vengono espulsi da una presa di sfogo munita di pinne orientata verso il retrotreno. Il telaio della T56B è una classica monoscocca in lamiera di alluminio con i freni entrobordo montati accanto ai differenziali. La frenata risulta uno dei grossi problemi della monoposto inglese che non ha assolutamente nessun freno motore ed un peso notevole grazie ai serbatoi da 320 litri di kerosene. I dischi freni vengono raffreddati attraverso varie prese che scaricano l’aria calda sopra la carrozzeria. Il motore a reazione prevede anche l’assenza di cambio e di frizione, quindi il pilota ha solamente due pedali con la possibilità di frenata con il piede sinistro. Un altro problema sono i tempi di riposta del propulsore, decisamente più lunghi rispetto ad una monoposto convenzionale con il motore a scoppio. Il pilota, per avere una adeguata accelerazione in uscita dalle curve, è costretto ad anticipare l’erogazione di potenza, quindi, in entrata di curva deve guidare dosando contemporaneamente freno ed acceleratore con ulteriore stress all’impianto frenante.

La Lotus T56B viene portata in pista nel 1971 da Emerson Fittipaldi nella Race of Champions e nell’International Trophy entrambi gare fuori campionato. A Brands Hatch , durante le prove libere sul bagnato, la 56 è stata di gran lunga l’auto più veloce in pista, ma la gara si è svolta con tempo asciutto e la 56B non ha potuto sfruttare il vantaggio della trazione integrale. A Silverstone, la vettura è durata solo tre giri della prima manche prima che un guasto alla sospensione costringesse Fittipaldi al ritiro.

A Zandwoort in Olanda c’è l’esordio ufficiale nel campionato mondiale. A sedersi nell’abitacolo della 56B Colin Chapman è il trentenne di Sidney, Dave Walker, al suo esordio in F.1. L’australiano è solo ventiduesimo in prova con un distacco di oltre quattro secondi dalla Ferrari di Jacky Ickx. La domenica il maltempo imperversa sulla pista, la Lotus può sfruttare la potenzialità della trazione integrale e del vantaggio delle gomme Firestone molto più performanti sulla pista bagnata rispetto alle Good Year. Walker parte alla grande, dopo cinque giri è già decimo, ma esce fuori strada facendo finire il sogno di Chapman di vedere trionfare la sua nuova strana creatura. Reine Wissel la porta in gara a Silverstone nel GP di Inghilterra. La Lotus a turbina è solo diciannovesima in prova, mentre in gara lo svedese deve abbandonare al cinquantasettesimo giro per noie meccaniche.

L’ultima apparizione mondiale è a Monza, dove Chapman iscrive solo una monoposto sotto le insegne del team World Wide Racing, a causa delle pendenze di Chapman con la giustizia italiana in seguito alle indagini sulla morte di Rindt, avvenuta dodici mesi prima alla Parabolica. La Lotus T56B, pilotata da Emerson Fittipaldi, ha una insolita livrea dorata e nera che anticipa la futura colorazione delle monoposto inglesi. Colin Chapman si appresta a passare dallo sponsor Gold Leaf, con i colori rosso oro, al nuovo marchio John Player Special, sempre nell’ambito dell’industria del tabacco. Sperimenta la nuova colorazione oro giallo a Monza, ma l’effetto visivo con le riprese televisive dell’epoca non soddisfa il patron inglese, che inverte successivamente i colori per la futura stagione, creando quella livrea nera con i filetti oro che diventerà il marchio della Lotus per gli anni successivi.

Anche a Monza, pista veloce ed ideale per la vettura a turbine, le sorti della 56B non sono molto differenti dalle gare precedenti. Il brasiliano è diciottesimo, ma almeno riesce a vedere la bandiera a scacchi seppure in ottava posizione su dieci vetture classificate e ad un giro dal vincitore Peter Gethin su BRM.

L’ultima apparizione della T56B è ad Hockenheim in una gara di Formula 5000, sempre con Fittipaldi alla guida. Il pilota di San Paolo riesce a portare la monoposto a turbina sul secondo gradino del podio regalando così l’unico podio alla creatura di Chapman. Con i nuovi regolamenti della FIA viene bandito il motore a turbina dalla massima formula e per la Lotus T56B c’è solamente la strada verso il museo della casa dove viene in seguito recuperata per partecipare ad eventi storici a testimonianza di quando, nella massima formula, c’era ancora spazio per la fantasia e soluzioni tecniche alternative.








venerdì 3 aprile 2026

Porsche Carrera Cup Italia, 2026 al via con tante novità e i test collettivi a Imola


La Porsche Carrera Cup Italia ha dato il via alla sua 20esima edizione nella giornata di test collettivi andati in scena giovedì 2 aprile a Imola. L’anteprima in pista ha permesso a piloti e team presenti di riprendere confidenza con le Porsche 911 GT3 Cup da 510 cavalli protagoniste del monomarca tricolore, che fra numerose novità attende ora il primo round stagionale in programma proprio a Imola il 24-26 aprile. Quel fine settimana aprirà un 2026 di prospettiva per la serie, che, in vista dell’adozione della nuova vettura nel 2027, ha scelto di equipaggiare le auto attuali con il sistema Abs, novità sulla quale le squadre hanno lavorato intensamente durante lo shakedown di giovedì. Per Porsche Italia l’avvio della stagione agonistica confermerà inoltre il doppio impegno inaugurato lo scorso anno: sul circuito del Santerno torneranno in azione anche le Porsche Taycan Turbo GT con pacchetto Weissach che animano la Porsche Taycan Rush. Il monomarca 100% elettrico è pronto per la sua seconda edizione e si disputerà in parallelo in 5 dei 6 appuntamenti della Carrera Cup.

Nell’anteprima dello shakedown collettivo, fra i 32 piloti scesi in pista a Imola in rappresentanza di 12 team spicca il nome di Andrea Bristot, alla stagione d’esordio in Gran Turismo e in Carrera Cup Italia. Classe 2001, il pilota bellunese nuovo portacolori di Dinamic Motorsport ha sorpreso per passo e velocità. Suo il miglior tempo sul giro a fine giornata grazie all’1”42”199 centrato nel finale. Un crono già di riferimento a inizio stagione e che fra l’altro a Imola migliora di oltre due decimi il tempo della pole position dello scorso anno. Tra le novità, nella top-10 del test si sono messi in evidenza altre tre rookie, tutti classe 2005: il britannico Harley Haughton, terzo a un solo decimo dalla vetta con Enrico Fulgenzi Racing, l’olandese Senna Van Soelen, entrato in top-5 con il team Target SRL, e il comasco Marco Butti, volto molto noto nelle corse TCR autore con The Driving Experiences dell’ottavo tempo assoluto a mezzo secondo da Bristot.

Dopo il nuovo processo di selezione adottato dalla Carrera Cup Italia, Haughton e Van Soelen sono due dei nove giovani piloti di prospettiva entrati a far parte del rinnovato Talent Pool. Il progetto di coaching in precedenza denominato Scholarship Programme e riservato agli under 23 è stato ulteriormente potenziato e quest’anno seguirà la crescita sportiva anche di Nathan Schaap e Callum Voisin di Ombra Racing, di Benjamin Berta (Malucelli Motorsport), di Paul De Prenter (The Driving Experiences) e degli italiani Cristian Bertuca (all’esordio con Omnia Motorsport) e Pietro Delli Guanti, il campione Rookie 2025. Proprio il 22enne driver di origini pugliesi è il nuovo pilota ufficiale del Team Q8 Hi Perform e dopo aver ottenuto il miglior tempo nel turno mattutino ha chiuso il test a Imola con il sesto riscontro assoluto (1’42”587).
Fra i piloti più esperti, invece, in evidenza Aldo Festante. Il pilota campano è approdato nel team Target e a fine giornata è stato autore del secondo miglior tempo di giornata a soli 26 millesimi da Bristot. Riscontri interessanti sono quindi arrivati dal tedesco già campione Rookie 2024 Lirim Zendeli (quarto con BeDriver), dal campione 2021 Alberto Cerqui (settimo a inaugurare la sua seconda stagione consecutiva con Ebimotors), dal campione 2018 e 2022 Gianmarco Quaresmini (nono con Prima Ghinzani Motorsport) e da Diego Bertonelli, in top-10 al rientro nel monomarca tricolore con BeDriver.
A Imola novità e prime schermaglie sono andate in scena anche fra i protagonisti della Michelin Cup. In spolvero il rientrante Cesare Brusa. Il driver lombardo di Prima Ghinzani Motorsport ha centrato il miglior crono della categoria sia nel turno mattutino sia al pomeriggio, seguito dai rivali diretti Paolo Gnemmi (Ebimotors) e Stefano Stefanelli (Malucelli Motorsport).

I tempi del test a Imola
1. Andrea Bristot (Dinamic Motorsport): 1’42”199
2. Aldo Festante (Target Srl): +0"026
3. Harley Haughton (Enrico Fulgenzi Racing): +0"113
4. Lirim Zendeli (BeDriver): +0"321
5. Senna Van Soelen (Target Srl): +0"384
6. Pietro Delli Guanti (Team Q8 Hi Perform): +0"388
7. Alberto Cerqui (Ebimotors): +0"418
8. Marco Butti (TDE ): +0"490
9. Gianmarco Quaresmini (Prima Ghinzani): +0"532
10. Diego Bertonelli (BeDriver): +0"692
11. Zachary Taylor (PMA Motorsport): +0"778
12. Giorgio Amati (Prima Ghinzani): +0"869
13. Filippo Fant (Target Srl): +0"965
14. Cristian Bertuca (Omnia Motorsport): +0"998
15. Nicolas Taylor (PMA Motorsport): +1"073
16. Callum Voisin (Ombra Racing): +1"114
17. William Mezzetti (Dinamic Motorsport): +1"149
18. Paul De Prenter (TDE): +1"152
19. Luciano Martinez (Ombra Racing): +1"197
20. Nathan Schaap (Ombra Racing): +1"226
21. Lorenzo Cheli (Dinamic Motorsport): +1"379
22. Cesare Brusa (Prima Ghinzani): +1"396
23. Benjamin Berta (Malucelli Motorsport): +1"641
24. Andrea D’Amico (Dinamic Motorsport): +1"700
25. Paolo Gnemmi (Ebimotors): +1"718
26. Matteo Malucelli (Malucelli Motorsport): +1"870
27. Karen Gaillard (Ebimotors): +2"014
28. Ermanno Quintieri (Omnia Motorsport): +2"340
29. Stefano Stefanelli (Ombra Racing): +2"553
30. Francesco Maria Fenici (TDE): +2"558
31. Andrea Galli (Ebimotors): +2"709
32. Alex De Giacomi (Ebimotors): +3"412

Calendario 2026 Porsche Carrera Cup Italia
24-26 aprile: Imola
8-10 maggio: Misano *
19-21 giugno: Monza
3-5 luglio: Vallelunga *
18-20 settembre: Misano
31 ott. - 1° nov.: Mugello *
*Pre-race official test al giovedì

(Ufficio Stampa Porsche)

mercoledì 1 aprile 2026

CIREAS\In apertura le iscrizioni del 12° Circuito Felice Nazzaro (24-25 aprile)


Castrovillari (CS) 31 marzo 2025 - Si apriranno nei prossimi giorni le iscrizioni del 12° Circuito Felice Nazzaro, quinta tappa del Campionato Italiano Regolarità Auto storiche CIREAS, organizzato dall’Historic Club Castrovillari in programma il 24 e 25 aprile. Un appuntamento particolarmente affascinante che richiamerà in Calabria i migliori interpreti della disciplina della regolarità provenienti da tutta Italia che saranno protagonisti del connubio tra le splendide vetture d’antan e la natura incontaminata del Parco Nazionale del Pollino, patrimonio Unesco. I moduli di iscrizione saranno disponibili tra pochi giorni sul sito internet della manifestazione e su acisport.it. Sarà possibile perfezionare l’iscrizione fino al 21 aprile. 

La gara sarà anche una preziosa occasione per promuovere il territorio grazie alla portata mediatica messa in campo da Automobile Club d’Italia tramite ACI Sport che andrà a realizzare servizi televisivi su ACI Sport TV sul canale 228 di Sky, con oltre 60 televisioni territoriali in tutto il Paese e 52 di TivùSat, relativi alla gara ed al racconto del territorio e la trasmissione integrale della Power Stage Classic, l’affascinante prova spettacolo su tre pressostati che sarà allestita nel centro cittadino di Castrovillari. Un percorso di circa 185 chilometri, scandito da 65 prove cronometrate che consentirà agli equipaggi sulle loro splendide vetture di attraversare dolcemente la faggeta di Novacco a circa 1300 mt sul Pollino, e attraverserà il Comune di Saracena, Castrovillari, San Basile, Morano, ancora Saracena e Frascineto. 

Il programma prevede per la giornata di Venerdì 24 aprile a partire dalle ore 15.30 e fino alle ore 19.00, le verifiche tecniche e sportive che si terranno al Jolly Hotel a Castrovillari. La gara scatterà sabato 25 aprile alle 12.30 dalla centralissima PIazza Vittorio Emanuele di Castrovillari da dove gli equipaggi si muoveranno alla volta del Parco nazionale del Pollino passando per Morano Calabro con l’arrivo al Controllo Orario a La Catasta di Campotenese, località dove gli equipaggi potranno degustare prodotti e dolci tipici del territorio. Alle 19.00 gli equipaggi faranno rientro a Castrovillari, dove alle 19.10 si svolgerà la tradizionale prova spettacolo su tre pressostati Power Stage Classic (interamente ripresa televisivamente) tra Corso Garibaldi e Via Roma. La cerimonia di premiazione sarà alle 20.30 all’agriturismo Petrosa. 

Da dove nasce il legame tra Felice Nazzaro, pioniere dell’automobilismo italiano e Castrovillari? La risposta è una bellissima storia di stima e amicizia che legava fra gli anni 20 e gli anni 30 il famoso pilota Felice Nazzaro (pilota plurivittorioso e compagno di squadra di gente del calibro di Tazio Nuvolari e Vincenzo Lancia) e il Rag. Giuseppe Minasi (storico direttore della concessionaria Fiat di Castrovillari le Officine Asti). Questa

solida amicizia portava spesso il famoso pilota torinese a fermarsi a Castrovillari per eventi di promozione Fiat (prime operazioni di marketing), e allo stesso tempo quando Nazzaro si preparava per la Targa Florio o per altre gare automobilistiche nel sud Italia i due collaudavano e testavano la vettura con cui avrebbe gareggiato, proprio sulle bellissime strade del Parco Nazionale del Pollino oggi ricordate proprio come il “Circuito Felice Nazzaro”. Questa storia piena di passione e amicizia è una testimonianza diretta riportata da Franco figlio di Giuseppe Minasi, socio fondatore e per lunghi anni e mente dell’Historic Club Castrovillari, oggi organizzatrice della gara inserita in calendario nella massima serie tricolore ACI Sport. 

Tutte le informazioni, i moduli di iscrizione e i dettagli dell’evento sono disponibili su www.historiclubcastrovillari.com 

A vincere l’edizione 2025 sono stati Maurizio Indelicato e Diego Verza della Rovigo Corse su Autobianchi A112 del 1973. 

(Ufficio Stampa CIREAS)

Dal 3 al 5 luglio la Varese-Campo dei Fiori


La 35. Coppa dei Tre Laghi e Varese-Campo dei Fiori si svolge il 3-4-5 luglio 2026 con la partecipazione dei migliori specialisti della regolarità a bordo di auto da sogno, certificate ASI o FIVA, provenienti da tutta Europa. Iscrizioni aperte ad inizio maggio. Evento irrinunciabile per gli appassionati di auto storiche, la 35. Coppa dei Tre Laghi e Varese-Campo dei Fiori si aprirà con il prologo facoltativo, venerdì 3 luglio ’26 per poi entrare nel vivo della competizione con le due tappe di sabato 4 e domenica 5 luglio ‘26.

Organizzato dal Club Varese Auto Moto Storiche con il patrocinio del Comune di Varese, Regione Lombardia, Provincia e Camera di Commercio di Varese, l’evento è valevole per i campionati nazionali ASI regolarità cronometri liberi e meccanici.

Ben 100 le prove cronometrate che determineranno le classifiche della prestigiosa Coppa dei Tre Laghi riservata ad auto storiche prodotte dalle origini fino al ’79, mentre il prologo del venerdì sera apre anche alle youngtimer prodotte entro il 2006 che si contenderanno il Trofeo Enzo Bellardi: stupendo lo scenario sulle rive del lago a Gavirate, al tramonto, poi salendo al Campo dei Fiori con il finale all’aeroporto varesino di Calcinate del Pesce in suggestiva ambientazione notturna.

Per chi invece voglia ancor più godere delle bellezze del territorio percorrendo un tracciato più breve, dai pendii più morbidi, senza salite né discese e con la possibilità di vivere i luoghi con degustazioni e visite guidate può optare per la Coppa dei Tre Laghi Light.

Numerosi i comuni che fattivamente hanno richiesto di essere inseriti nel percorso di questo museo a cielo aperto, confermando la validità di un evento che suscita entusiasmo e valorizza il territorio e la sua cultura e che piace a residenti e turisti che ritrovano memorie perdute.

A questo proposito, da segnalare la conferma del match race del sabato sera a Varese in Piazza Monte Grappa, con il pubblico a incitare i loro preferiti negli scontri diretti ad eliminazione; come pure il circuito cittadino della domenica mattina a Luino, tra Piazza Garibaldi e via Veneto. 

Tra le novità più rilevanti un passaggio nelle cave di pietra dell’alta Valceresio, passerella sul lungolago di Cerro, lungo i boschi del Parco delle Cinque Vette, Alpe Tedesco, Brusimpiano-Marzio, Sette Termini, Roggiano-Brezzo e nelle morbide vallate del basso Verbano.

Confermate la partenza nel cuore della Città Giardino sabato 4 luglio, le due cronoscalate da Varese a Sacro Monte e Campo dei Fiori, la pausa corroborante al lago di Monate a Cadrezzate, l’arrivo e premiazione al Grand Hotel Palace Varese, simbolo dello stile Liberty nella Città giardino.

A tre mesi dal via l’organizzazione della 35° Coppa dei Tre Laghi e Varese-Campo dei Fiori sta definendo gli ultimi dettagli, mentre proseguono i contatti con le associazioni del territorio per eventi collaterali ed iniziative che, come da tradizione, accompagneranno la manifestazione.




Ufficio Stampa VAMS - Varese Auto Moto Storiche Club

lunedì 30 marzo 2026

Lancia vince al debutto in Italia e Francia con la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale


Quello appena trascorso entra di diritto nella storia del ritorno di Lancia alle competizioni. Il marchio italiano si impone al debutto sia in Italia sia in Francia con la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale, grazie a due prestazioni di altissimo livello.

Andrea Crugnola, insieme a Luca Beltrame, ha firmato una vittoria di grande solidità al Rally Il Ciocco, imponendo il proprio ritmo nelle fasi decisive della gara e gestendo poi con autorità il vantaggio fino al traguardo finale. Al volante della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale preparata da FPF Sport, l’equipaggio ha costruito il successo prova dopo prova, chiudendo con un margine di 17”8 sui diretti inseguitori.
Un risultato significativo, arrivato già al primo appuntamento stagionale, che conferma fin da subito la competitività del progetto e lancia un segnale chiaro nel Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco.
Sulle spettacolari colline della Garfagnana è andata in scena la 49ª edizione del Rally Il Ciocco & Valle del Serchio, primo appuntamento del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco e del Trofeo Lancia 2026. La gara toscana ha offerto un fine settimana intenso e spettacolare, caratterizzato da due lunghe giornate di gara, con tutto il fascino delle prove speciali affrontate in notturna e ritmi serrati che hanno messo a dura prova equipaggi e vetture.

Il weekend ha messo in evidenza anche il forte impatto del Trofeo Lancia all’interno della gara: i suoi equipaggi hanno rappresentato il 27% degli iscritti totali al Rally Il Ciocco, confermando il crescente peso del monomarca nel panorama del CIAR.
A rendere ancora più avvincente il primo appuntamento, l’equilibrio tra i 17 equipaggi in gara, con ben sei diversi vincitori di prova speciale e la lotta per il podio conclusa solo nel corso della Power Stage finale.

A emergere con forza sono stati Simone Di Giovanni e Andrea Colapietro, autori di una prestazione solida e intelligente: tre scratch messi a segno ma soprattutto una costanza impeccabile nel corso dell'intera gara. Un approccio che ha permesso loro di costruire progressivamente un margine di sicurezza, rivelatosi decisivo ai fini della vittoria.
Alle loro spalle, la lotta per il secondo gradino del podio ha acceso il pubblico lungo le prove della Garfagnana: protagonisti Edoardo De Antoni, in coppia con Martina Musiari, e Moreno Cambiaghi, navigato da Giulia Paganoni, autori rispettivamente del miglior tempo quattro e due volte. A spuntarla nell'ultima prova speciale è stato De Antoni, che oltre alla piazza d’onore conquista anche i cinque punti aggiuntivi di miglior performer grazie al maggior numero di scratch.

Il successo conquistato al Rally Il Ciocco consente a Di Giovanni di imporsi anche nella categoria Master, il cui podio ricalca esattamente la classifica assoluta. I piloti di questa categoria, tra i 25 e i 35 anni, hanno fatto valere esperienza e gestione in una gara notoriamente selettiva come quella del Ciocco.

Quarta posizione assoluta per Nicolò Ardizzone e Valentina Pasini, migliori tra gli Junior e bravi a interpretare senza errori una competizione complessa e insidiosa. Alle loro spalle, sul podio di categoria, la coppia franco-svizzera composta da Yohan Surroca e Pierre Blot, leader della prima giornata prima di essere rallentati da una foratura nella seconda tappa, e Federico Gangi – Federico Capilli. Ai piedi del podio Junior chiudono Jonas e Katharina Muller, seguiti da Efe Urudul con Nicola Arena e da Asia Vidori con Serena Manca.

Quinto posto assoluto per Christopher Lucchesi e Enrico Bracchi, seguiti da Federico Francia – Marco Nesti, Salvatore Lo Cascio – Alessio Spezzani e Matteo Greco – Edoardo Brovelli.

Tra gli Expert, successo per Christian Casadei e Nadir Bionaz, capaci di inserirsi nella Top 10 assoluta al termine di una gara concreta, precedendo Roberto Gobbin e Ismaele Barra.

Il Rally Il Ciocco si conferma una delle prove più impegnative e selettive del calendario: un banco di prova vero, dove velocità, strategia e resistenza fanno la differenza fin dal primo appuntamento stagionale.

Il Trofeo Lancia dà appuntamento a tutti gli appassionati al Rally Due Valli, in programma il 6 e 7 giugno, con la grande novità del via del campionato dedicato alla nuova Ypsilon HF Racing Rally6.

La più piccola delle Ypsilon da competizione ha fatto il suo debutto agonistico in Italia proprio al Rally Il Ciocco con l'equipaggio composto da Lorenzo Verasco e Isabel Gross. Una prima molto interessante, conclusa a ridosso delle più potenti Rally4 e Rally5, in 42ª posizione assoluta.

Sulle strade francesi del Rallye Le Touquet Pas-de-Calais, prova di apertura del Campionato di Francia Rally, Yoann Bonato e Benjamin Boulloud hanno portato al successo la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale al suo debutto nella serie. Il sei volte Campione di Francia ha costruito la vittoria con grande lucidità: dopo una prima fase di studio, l’equipaggio Lancia ha preso il comando durante la seconda boucle notturna, disputata sotto la pioggia e in condizioni particolarmente insidiose. Da quel momento, Bonato ha consolidato il vantaggio prova dopo prova, firmando diversi migliori tempi e chiudendo con un margine netto di 79,9 secondi, risultando il riferimento assoluto dell’intero weekend.

Il doppio successo tra Italia e Francia conferma fin da subito la competitività della Ypsilon Rally2 HF Integrale in contesti molto diversi tra loro, rafforzando la dimensione internazionale del progetto Lancia Corse HF. (Lancia Ufficio Stampa)



domenica 29 marzo 2026

GT Italiano: Ceccato Racing presenta quattro piloti per il programma Endurance tricolore


Ceccato Racing ha ufficializzato sui suoi social quattro dei sei piloti che prenderanno parte al Campionato Italiano Gran Turismo Endurance con le due BMW M4 GT3 Evo, anticipando una line-up che promette qualità e prospettiva internazionale.

In attesa della definizione degli equipaggi, la squadra padovana ha scelto di puntare su un mix di giovani emergenti e profili già rodati in contesti di alto livello. A guidare il gruppo è senza dubbio Filip Ugran, ventitreenne romeno con un curriculum di spessore: dopo le esperienze nelle principali serie di Formula 4 europee, il passaggio alla FIA Formula 3 e all’Euroformula Open, fino agli impegni più recenti nell’European Le Mans Series e nel Mondiale Endurance in classe LMP2.

Accanto a lui spazio a tre giovani italiani con percorsi differenti ma complementari. Jacopo Cimenes, ventenne di Francavilla Fontana, arriva dal mondo del karting per poi affermarsi tra Renault Clio Cup e TCR Italy, mentre Riccardo Leone Cirelli, diciottenne piemontese, porta in dote l’esperienza maturata nel 2025 nell’ADAC Prototype Cup Germany. Completa il quartetto Filippo Barberi, ventenne di Mestre, già protagonista nelle principali serie turismo europee come TCR Europe, TCR Italy e TCR Spain.

Quattro profili diversi, accomunati da talento e margini di crescita, che rappresentano la prima base di un progetto tecnico destinato a svilupparsi ulteriormente nelle prossime settimane, quando verranno ufficializzati anche gli altri due piloti e la composizione definitiva degli equipaggi per la stagione Endurance che prenderà il via nel week end 8-10 maggio al Misano World Cicuit. (Acisport.it)

Foto Pezzoli\New Reporter Press

Coppa Milano - Sanremo: Vesco e Bacci su Fiat 508S vincono la XVII Rievocazione storica


Si è conclusa ufficialmente a Sanremo la XVII Rievocazione Storica della Coppa Milano-Sanremo con la vittoria dei due regolaristi Andrea Vesco e Romano Bacci che hanno condotto una gara straordinaria a bordo della loro Fiat 508 S del 1935, premiati da Wyler Vetta con il loro prestigioso orologio dedicato alla competizione, in edizione limitata di soli 120 pezzi in tutto il mondo.

Grande performance anche per il secondo equipaggio classificato formato da Gian Marco Fontanella e Giovanni Scarabelli al volante di una FIAT 514 S del 1930. Si classificano al terzo posto Francesco e Giuseppe Di Pietra su una FIAT 508C del 1938.

Per la categoria auto classiche Legend dal 1966 al 2000, il primo premio è stato vinto da Converso Dario e Ameglio Federica con la loro Lancia Fulvia Montecarlo 1972. Seconda classificata la coppia composta da Malaguti Federico e Urlo Giorgio De Tomaso alla guida di una Pantera de 1973, mentre i terzi classificati sono Galgano Andrea e Montani Davide con una Porsche 911 (993) del 1994.

Monaco Eitel e Monaco Lorenzo con una Ferrari 458 Spider del 2012 sono invece i primi classificati per le auto youngtimer dal 2001 ad oggi della categoria Rendez-Vous. Sono Destefanis Massimo e Destefanis Michael i secondi classificati in questa categoria, a bordo di una Porsche 992 4s del 2020. Il terzo posto è stato preso dalla coppia Manzoni Marco e Mandelli Marta Leandra a bordo della loro Porsche 992 GT3 Tousing del 2022.

La Coppa delle Dame ha visto premiare con con una tela realizzata dall’artistaAlberto Peppoloni a cura della rivista VIA! l’equipaggio composto da Maria Ines Tajana e Laura Confalonieri a bordo della loro Alfa Romeo 1600 Spider del 1966come primo classificato.

Luca Lombardi, assessore al Turismo di Regione Liguria: “Si è conclusa un'altra entusiasmante edizione della rievocazione storica della Coppa Milano-Sanremo: quella di quest'anno è stata la numero 17 che ha celebrato i 120 anni dalla prima gara automobilista datata 1906. Questo è un appuntamento diventato ormai fisso e anno dopo anno noto che il binomio Milano-Sanremo non è abbinato solo alla famosissima gara di ciclismo ma molte persone pensano alla gara di auto storiche. Desidero pertanto fare i complimenti agli organizzatori dell'Automobile Club Milano, guidati sapientemente dal presidente Pietro Meda, e di Equipe Grand Prix con il Ceo Gianpaolo Sacchini, che di edizione in edizione riescono sempre ad emozionarmi e ad emozionare tutti: è uno spettacolo imperdibile vedere auto così magnifiche gareggiare sulle nostre altrettanto magnifiche strade delle due riviere di Ponente e di Levante. È una cartolina di enorme promozione per la nostra regione e vi ringrazio già in anticipo per l'edizione del 2027”.

Il 2026 ha segnato un traguardo storico per la Coppa Milano-Sanremo, la corsa automobilistica più antica d’Italia, che ha celebrato con grande stile ancora una volta il suo 120° anniversario. La gara ha celebrato non solo la sua storicità e il valore sportivo, ma anche l’eccellenza dei territori che ogni anno attraversa.

Ph credits: Blue Passion Photo