Cortina d’Ampezzo (Belluno) 19 luglio 2026 - Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli sulla imponente Lancia Lambda Spider Casaro del 1927 sono i vincitori della Coppa d’Oro delle Dolomiti 2026, gara di regolarità che costituisce il terzo appuntamento del Campionato Italiano Grandi Eventi, andato in scena in questo fine settimana tra Cortina d’Ampezzo e le Dolomiti Bellunesi. Un concentrato di sport, fascino e bellezza: la Coppa d’Oro delle Dolomiti, ancora una volta si è dimostrata come una delle competizioni più affascinanti del panorama automobilistico europeo grazie al connubio tra il fascino delle Dolomiti, patrimonio Unesco e quello delle automobili più belle del mondo. Organizzata da AC Belluno, con il supporto di Automobile Club Italia e Club ACI Storico, la Coppa d’Oro delle Dolomiti ha visto al via 50 splendide vetture storiche e moderne provenienti da tutto il mondo, in gara per il Campionato Italiano Grandi Eventi Auto Moderne, i cui equipaggi si sono sfidati a suon di precisione sulle prove cronometrate e di media.
Il piacentino Fontanella, ha costruito il successo, prova dopo prova, chiudendo la prestazione con appena 370,84 penalità, mostrando consolidata abilità nel destreggiarsi sugli impervi tornanti con una vettura dalle dimensioni generose e dopo il costante testa a testa con i siciliani Francesco e Giuseppe Di Pietra, unici antagonisti all’alloro finale. La svolta è arrivata nella seconda tappa, quando sugli alti passi, il motore della Fiat 508C ha iniziato a borbottare a causa di noie alla carburazione dovuta all’altitudine, così gli alfieri di Franciacorta Motori, attardati e scivolati indietro, erano costretti ad una forsennata rimonta, soprattutto nella terza e decisiva tappa, riuscendo nell’impresa di assottigliare il gap con i vincitori. Nel frattempo però il piacentino Fontanella con al fianco il codriver pavese Scarabelli, gestivano il vantaggio, riducendo al minimo gli errori e riuscendo così ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della competizione.
“Vincere la Coppa d’Oro delle Dolomiti - ha detto Fontanella - è una grande emozione. Abbiamo sfiorato questo risultato anche l’anno scorso ma per fortuna siamo riusciti a portare a casa questo risultato. E’ stata una gara bella e impegnativa con avversari di altissimo livello così come di alto livello è stata la qualità organizzativa. Poi il contesto non ha eguali. siamo soddisfatti”.
Secondi per l’appunto i Di Pietra, autori di una di una gara dalle sorti alterne ed in rimonta sul finale, ma le 92,84 penalità in più, hanno negato loro la gioia della seconda vittoria consecutiva, dopo quella del 2025. Per loro però arriva il successo di categoria RC2. A proposito di rimonta, in grande spolvero il campobellese Mario Passanante, terzo insieme al bresciano Riccardo Riboldi, ieri in crisi sulle prove di media e decisamente più a loro agio sui pressostati. Dopo lo Start da Cortina d’Ampezzo, la gara ha anche attraversato il nobile centro storico di Belluno e si è conclusa con la suggestiva sfilata in Corso Italia a Cortina d’Ampezzo, cuore pulsante della competizione.
“Abbiamo lottato con tutte le nostre forze - ha detto Di Pietra - perché purtroppo la nostra vettura ha accusato un problema tecnico dovuto alla carburazione sui passi e siamo stati costretti ad inseguire. Siamo comunque soddisfatti nel consolidare la leadership del Campionato e di aver contribuito al successo della scuderia Franciacorta Motori”.
Completano il podio di RC2 e si piazzano in quarta posizione assoluta, i bresciani Osvaldo e Andrea Peli sulla Fiat 508 C Coppa Oro del 1934 della Brescia Corse. Entrano con autorevolezza nella top five i concentratissimi coniugi bresciani Carlo Beccalossi e Marzia Marchioni, secondi di RC1 sull’altra imponente Lancia Lambda Spider Casaro della Brescia Corse.
Vincono il raggruppamento RC4 e la Power Stage Classic, il varesino Roberto Crugnola navigato dallo svizzero di origini australiane Darren Morcombe sulla Lancia Fulvia HF 1.6 del 1971.
Sesti in classifica generale e terzi di Categoria RC1, l’esperto driver Alessandro Gamberini che ha diviso l'abitacolo della piccola Fiat 514 MM del 1930 con il giovane bolognese Andrea Camosci. Settimi i coriacei fratelli del Lago di Iseo Celestino e Oreste Sangiovanni, ormai a loro agio anche sulle vetture storiche, che con la loro Porsche 356A del ‘59, incassano la vittoria della categoria RC3, seguiti dai sardi Alessandro Virdis e Silvia Giordo sempre su Porsche 356A con la particolare livrea dei 4 Mori, secondi di Categoria e soprattutto ottavi assoluti. In grande evidenza i giovanissimi Michele Vecchi e Federico Forzi sulla elegante Lancia Appia C10 S del 1951 della 0-30 Squadra Corse. Per loro la meritata vittoria della categoria Under - 30.
“Poter confrontarci con i regolaristi più esperti - ha detto Michele Vecchi - è stato un grande onore e piacere e questo bel risultato, da bellunesi, ha un sapore ancora migliore. Siamo felici e ci siamo divertiti moltissimo, specialmente sui passi. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare quanti più giovani possibile a questa disciplina”.
Completano la top ten, dopo una gara senza sbavature, l’esperto veneto Tobia Talamini che ha diviso l’abitacolo della affascinante Fiat 508 Ss Coppa Oro del 1933 con Dario Soldan. Primi tra gli equipaggi stranieri, il rallysta belga Michel Decremer coadiuvato dalla consorte Marie Claire Martens sulla Alfa Romeo Giulia Sprint GT.
La classifica della categoria delle vetture Legend è stata vinta con autorevolezza da Riccardo Roversi e Sara Miglioli sulla Mercedes Benz SL 450 del ‘78 della Brescia Corse, seguiti dai giornalisti e blogger veneti Dario Converso e Federica Ameglio sulla Innocenti Mini Cooper del ‘72 dell’AC Verona Historic. Tra le dame, svettano la vercellese di Borgosesia, Vania Parolaro e la milanese Ornella Pietropaolo sulla fida Porsche 993 4S del 1996. Tra le fila delle supercar della Coppa d’Oro delle Dolomiti Tributo, riservata alle auto moderne, prodotte dal 2000 ai giorni nostri, svettano Gianantonio ed Edoardo Gasparini, sulla ammiratissima Ferrari 296 GTs.
A celebrare gli equipaggi nella prestigiosa cerimonia di premiazione, sono stati i vertici dell’Automobile Club d’Italia e del Club ACI Sport, a partire dal Segretario Generale dell’Automobile Club d’Italia, Cons. Annibale Ferrari, dal Vice Presidente del Club ACI Storico, On. Giovanni Battista Tombolato, dal membro del Consiglio Direttivo del Club ACI Storico, Giandomenico Amodeo, dal direttore centrale ACI responsabile ACI Storico, Alessandra Zinno, e dal nuovo direttore generale di ACI Sport Spa, Mario Isola.
Coppa d’Oro delle Dolomiti ha inoltre celebrato la bellezza delle splendide automobili degli equipaggi in gara, rinnovando il concorso d’eleganza in cui, una giuria di esperti ha stilato una classifica delle auto più belle. A vincerla a pieno titolo è l’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Spider Aprile del 1931 dell’equipaggio composto dal collezionista Corrado Lopresto e dalla sua consorte Elena Maggiore. Completano il podio gli argentini Zerbini Luis Angel
De La Iglesia e Silvia Susana con la loro splendida BMW 328 Roadster del 1938, e la Lagonda Rapide Drophead Coupé del 1939 dei tedeschi Thiesen Eberhard e Radolf Svenja. Queste le motivazioni che celebrano la vettura di Lopresto come la più bella tra le belle.
Il prossimo appuntamento del Campionato Italiano Grandi Eventi è in programma nel fine settimana del 18-20 Settembre in occasione del Gran Premio Nuvolari. Gran finale di stagione sarà la Targa Florio Classica in programma dal 15 al 18 ottobre. (Marco Benanti, ACI Sport)
Ph Credits: René Photographer
.jpeg)

%20(1).jpeg)
