mercoledì 19 agosto 2026

61° Trofeo Luigi Fagioli: sono 258 gli iscritti alla “Montecarlo delle Salite”




Gubbio (PG), 19 agosto 2026. Il 61° Trofeo Luigi Fagioli dal 21 al 23 agosto sarà il sesto e penultimo appuntamento del Campionato Italiano Supersalita e primo a coefficiente 1,5, con validità di Campionato Italiano Velocità Montagna nord e sud, oltre che tricolore “Le Bicilindriche”.

La gara organizzata dal Comitato Eugubino Corse Automobilistiche, soprannominata “Montecarlo delle Salite” per la location esclusiva e le tante iniziative e manifestazioni collaterali, porta Gubbio la provincia di Perugia e l’Umbria al centro della scena automobilistica. Tutta la settimana che inizia questa sera, raccontata sulla piattaforma ACI Sport TV, sulle pagine social @ACISportTV - @CampionatoItalianoSupersalita - @Trofeoluigifagioli, oltre che sui canali 228 di Sky e 52 Tivùsat.

Si apre questa sera con la tradizionale consegna del Memorial Angelo e Pietro Barbetti, la settimana eugubina del Trofeo Fagioli. Il prestigioso riconoscimento sarà per la Dallara Automobili ed il suo fondatore ing. Giampaolo Dallara, il brand italiano di riferimento, famoso e diffuso nel motorsport internazionale dalla F.1 alla F. Indy ed i prototipi. Come consuetudine la serata all’Hotel Cappuccini è condivisa dal CECA con il Rotary Club, a conferma della piena intesa tra evento sportivo ed intero territorio. Arricchirà il gala anche la brava Pilar Fogliati, attrice famosa sul grande schermo ed eccellente interprete nelle serie TV. Ad impreziosire la scena del mondo automobilistico anche Mario Isola, neo Direttore Generale ACI Sport SpA e già responsabile di Pirelli Motorsport, volto assai conosciuto in F.1. Giovedì 20 agosto alle 11.00 sarà ancora la Sala Trecentesca del Palazzo Pretorio, sede del Comune, ad ospitare la presentazione alla stampa, con la presenza di tutti gli esponenti del territorio. Venerdì 21 agosto inizia il weekend prettamente agonistico, con le operazioni di verifica tecnica e sportiva dalle ore 9.30 alle ore 18.00, mentre alle 18.45 presso il Centro Santo Spirito il briefing del Direttore di Gara Fabrizio Fondacci con i piloti. Sabato 22 alle 9.30 scatteranno le due manche di ricognizione dei 4.150 metri sulla S.R. 298 tra Gubbio e Madonna della Cima, 270 metri più in alto, per una pendenza media del 6,5%. Alle ore 9.00 di domenica lo start della prima delle due salite di gara. Un percorso che offre una perfetta sintesi di tutte le migliori caratteristiche delle salite, sul quale l’interpretazione tecnica e la strategia fanno decisamente la differenza.

Simone faggioli su Nova Proto NP 01 si è ripreso la testa della massima serie ACI Sport con la vittoria a Rieti, ma Stefano Di Fulvio è attaccato ed a sole 9 lunghezze con la versione turbo della Nova Proto NP01. Se il fiorentino di Best Lap, con 14 successi all’attivo a Gubbio, è in ottima forma e con una vettura top con cui si è potuto permettere anche l’estemporanea americana a alla Pikes Peak, l’abruzzese della Scuderia Vesuvio si è abituato ai podi ed è reduce dalla vittoria in casa a Popoli. Sempre più in evidenza il senese Mirko Torsellini che su Norma M20 Fc mostra un feeling proficuo e sempre maggiore, esaltato dalla vittoria a Trento. Il giovane siracusano di Melilli Luigi Fazzino su Osella PA 30 curata da Paco 74 Corse non molla, anzi aggiusta sempre più il tiro e sebbene consapevole di un gap che attualmente lo costringe ad attacchi più impavidi, continua a puntare al vertice in Supersalita, mentre in CIVM comanda ed ha recentemente vinto in Calabria a Luzzi. in rimonta anche il potentino di Vimotorsport Achille Lombardi che ritrovato ottima parte del potenziale e del feeling con l’Osella PA 30 seguita da NP Racing con cui si è rilanciato con il successo a Sarnano. Potenziale e spinta d’orgoglio ritrovate anche per il comisano dell’Ateneo Samuele Cassibba che deve capitalizzare i progressi fatti sulla Nova Proto NP 01 V8 e mostrati con il 2° posto a Luzzi in CIVM, poi sempre temibile e con il vertice nel mirino, l’altro ragusano Franco Caruso, che dopo qualche passo falso in Italia ed in America ha ritrovato tutta la grinta precisa con il primato a Vittorio Veneto sulla Nova Proto NP 01. Presenza saltuaria in Supersalita ma decisamente visibile, a seguito della prolungata convalescenza, quella del trapanese Francesco Conticelli che è abituato al podio eugubino e certamente lo cercherà dal volante della Nova Proto NP 01. Altri piloti da ribalta in classifica sono certamente il transalpino innamorato dell’Italia e di Gubbio Sebastien Petit, l’elvetico Fabien Bouduban, il piemontese Mario Massaglia, il trentino Matteo Moratelli e Leonardo Chesini, tutti sulle Nova Proto di classe regina. Nella nutrita classe fino a 2 litri presenza costante e proficua quella del milanese Andrea Pezzani su Osella PA 21 S, nuova prova della Wolf GB 08 Mistral affidata al sardo Sergio Farris, Nova Proto turbo per il campano Salvatore Castellano ed arriva anche il corregionale leader del tricolore assoluto Slalom Salvatore Venanzio con la versione NP 03, mentre sulle NP 01 ci riprovano sia il lombardo Giancarlo Maroni Jr., sia il sardo Marco Satta.


Al centro della scena delle numerose E2SC Motori Moto c’è il 23enne nisseno Andrea Di Caro su Nova Proto NP 03 Aprilia curata dal Team Faggioli, imbattuto da ben 16 gare, con 5 record su 5 gare nel 2026 e due titoli tricolori all’attivo. Torna in campo l’esperto pilota a manager pugliese Ivan Pezzolla, che testerà gli sviluppi fatti sulla Osella PA J con motore BMW da 1000 cc, vincitore del 60° Trofeo Luigi Fagioli nel 2025. Altro giovane siciliano sempre più in vista è l’etneo Michele Puglisi, alfiere della Scuderia Venanzio su Nova Proto NP 03, che precede il sempre efficace umbro Filippo Ferretti, che cerca costantemente il massimo dalla Wolf GB 08 Thunder. Wolf GB 08 Thunder che permette al giovanissimo trentino Jacopo Dellamaria di mostrare il suo determinato talento con l’attuale leadership nel tricolore Junior. Gradito ritorno in salita per il pistard pesarese Franco Cimarelli su Osella PA 21 Jrb ed esordio nella massima serie per la laziale figlia d’arte Beatrice Scarafone su Gloria. Papà Alberto Scarafone cercherà di chiudere il discorso titoli CN con l’Osella PA 21 con cui è saldamente in testa, a sfidarlo ci sarà il bolognese Marco Capucci su Osella ed il veneto Alessandro Gromeneda su Wolf, rispettivamente 2° e 3° in classifica. Duello importante per il gruppo E2SH dove a difendere la vetta sarà l’esperto teramano Marco Gramenzi con la silhouette dell’Alfa 4C con propulsore Judd, contro l’arrembante bolognese Manuel Dondi, scatenato sulla estrema Fiat X1/9 con motore Alfa Romeo da 2000 cc. Ago della bilancia il maceratese Abramo Antonicelli che con la bella BMW M3 va a caccia di punti CIVM. Massiccia risposta al richiamo di Gubbio per le super car del gruppo GT, dove il riferimento per tutti si annuncia il foggiano Lucio Peruggini, che comanda il gruppo ed in particolare la Divisione 1 con la Ferrari 296 curata da Best Lap ed ha il titolo nel mirino. Il campano della Cosenza Corse Giuseppe D’Angelo sulla Ferrari 488 Evo punta al podio tricolore, ma al successo in CIVM, dove procede con pieno di punti, mentre diventa sempre più concreto l’ascolano Alessandro Gabrielli che affina il feeling con la Ferrari 296, ultima nata della casa di Maranello su cui correrà anche la giovane maceratese Kadija Mourtaji per i colori della RO Racing ed anche l’esperto e poliedrico orvietano Michele Fattorini. L’esperienza e la tenacia del padovano Roberto Ragazzi sulla Ferrari 488 Super Challenge di certo proverà molti equilibri. Per la 2^ Divisione il monzese di Calabria Sebastiano Frijo mira ad allungare in testa sulla Lamborghini Huracan, vettura sulla quale è ora passato il salernitano Giovanni Del Prete, sceso dalla Ferrari. Per la Divisione 3 sarà occasione propizia per il partenopeo di lungo corso Piero nappi per agguantare la vetta al volante della Porche 992 ed allungare anche sul palermitano Matteo Adragna che su vettura tedesca curata da Autorlando, insegue già in posizione da podio. Belle le sfide tra le Ferrari 458 per il Trofeo GT Cup, dove 3 lunghezze e mezza garantiscono la leadership al calabrese Gabrydriver sul padovano Stefano Artuso, ma su auto uguali si presentano il trentino Rino Lunelli e l’esperto e poliedrico calabrese Rosario Iaquinta, mentre il bergamasco di Sicilia Rosario Parrino ed il campano Gabriele Mauro vanno a caccia di punti sulle Porsche. Il titolo TCR è nelle mani dell’assente Luca Tosini, per cui le sfide sono aperte con il campano Antonio Scorza su Cupra Leon dell’AC Racing ed il padrone di casa di Gretaragcing Alex Picchi su Peugeot, che devono recuperare dei passi falsi, poi dalla classe DSG la giovane altoatesina Selina Prantl si è fatta largo fino al secondo posto, appena salita sulla Volkswagen Golf della GT Racing.

Tutto da definire in gruppo E1 sebbene il cosentino di Villapiana Giuseppe Aragona faccia sentire la superiorità della Volkswagen Golf 7 con motore Audi. Il driver di Piloti per Passione ha saputo superare anche la sfortuna di inizio stagione con grandi prove di tenacia, ma il salernitano della Tramonti Corse Alessandro Tortora non mola e sulla estrema Peugeot 106 turbo è a soli 8 punti, anche lui con un conto aperto con la sorte avversa. A solo mezzo punto da Tortora c’è un altro bravo salernitano della Scuderia Sunbeam come Salvatore Magliano che su Peugeot 106 tiene a bada in classifica avversari del calibro del calabrese Davide D’Acri, primo in 1600 su Citroen Saxo, o l’abruzzese Silvano Stipani reduce dl successo in gruppo in casa a Popoli sulla Peugeot 106. Altro Tortora in primo piano è Salvatore, che sulla Peugeot 308 miete successi in Supersalita ed in CIVM e con il coefficiente aumentato potrebbe mettere l’ipoteca sul titolo della Racing Start Cup, ma la sfida con il pistard pugliese Francesco Savoia anche lui sulla 308 del Leone è tutt’altro che facile. Due piloti di grande livello. Ad arricchire lo spettacolo delle vetture in arrivo dai monomarca turismo in pista ci saranno tra gli altri anche Marco Di Ferdinando sulla MINI, il bresciano della AF Motorsport Francesco Laffranchi, anche lui su MINI, il padrone di casa Kristian Fiorucci che su Peugeot 308 desidera addrizzare una stagione a fasi alterne ed il giovanissimo figlio d’arte ascolano Enrico Gabrielli su Seat Leon Cup. Fabio Semeraro su Renault Clio Cup ed il pesarese Gabriele Giardini, come il catanese Francesco Pio Vattiato, Luca e Mattia Chioccia, saranno sicuri protagonisti delle sfide per la RS Cup 1 su Renault Clio. La Racing Start Plus ha un primo attore che è il pugliese della Egnathia Corse Giovanni Angelini, mattatore sulla MINI, ma i giochi non sono chiusi ed il giovane tarantino Giovanni tagliente si fa sempre più pressante sulla Seat Leon che sviluppa per conto della factory di famiglia. Nella categoria mostra sempre più disinvoltura la perugina Deborah Broccolini su MINI, poi l’immancabile pugliese Domenico Tinella su auto uguale. Già virtualmente su podio di gruppo ed al comando delle auto aspirate l’etneo Andrea Currenti su Peugeot 106 vuole il Trofeo tricolore, ma non è facile con avversari come il pugliese Antonio Cardone o il calabrese Roberto Megale, entrambi sulle 106 francesi del Leone. In classe 2000 il trevigiano Adriano Pilotto su Honda Civic Tyoe-R cerca punti per le due serie tricolore, la massima e la cadetta, come l’anconetano Piero Principi su Honda Integra. Altro calabrese in primo piano è il luzzese salvatore Mondino che ha allungato in testa alla Racing Start Turbo RSTB, grazie all’intesa con la Seat Leon Station Wagon ed una strategia di campionato attenta ed efficace, mentre per l’inseguitore conterraneo della Sila Antonio Aquila su auto gemella, qualche noia di troppo lo costringe a tentare la risalita. Sempre protagonisti di provata esperienza e bravura i pugliesi Angelo Loconte su MINI e Marco Magdalone che ha addirittura cambiato versione della Seat Leon nel corso della stagione. Tra le cilindrate fino a 1600 cc l’ascolano Franco Galiè si è guadagnato il centro della scena sulla MINI, come ha fatto ma con fasi alterne il pugliese Cosimo Laghezza su Peugeot 308 ed anche il salernitano Giovanni Loffredo su MINI. MINI anche per l’ascolana a Maria Chiara Cuccioloni che vuole risalire al comando della Coppa Dame. Per le motorizzazioni aspirate della Racing Start RS il calabrese Paolo Scarpelli è sempre più il pilota da battere sulla Peugeot 106 di classe 1600, mentre il campano Raffaele Lo Schiavo su Honda Civic ha capitalizzato la costanza e l’abilità in classe 2000 ed è al 2° posto.
Classifica C.I. Supersalita dopo 5 prove: Assoluta: 1 Faggioli p. 80; 2 Di Fulvio 71; 3 Torsellini 60; 4 Fazzino 58; 5 Lombardi 28. Gruppo RS aspirate: 1 Scarpelli 80; 2 Lo Schiavo 36,5; 3 Pinto 26,5;. RSTB: 1 Mondino 87,5; 2 Aquila 59; 3 Gabrielli D. 44,5. RS+: 1 Angelini 80; 2 Tagliente G. 57,5; 3 Currenti 34,5. RS Cup: 1 Tortora S. 87,50; 2 Savoia 57,5; 3 Semeraro 37. E1: 1 Aragona 60; 2 Tortora 52; 3 Magliano 51,5. TCR: 1 Tosini 100; 2 Pantl 35; 3 Scorza 26. GT Cup: 1 Gabrydriver 79,5; 2 Artuso 75; Parrino 61. GT SCup Div. 3: 1 Gaetani 57,5; 2 Nappi 55; 3 Adragna 35. GT SCup Div. 2: 1 Frijo 47,5; 2 Iaquinta 10. GT S Cup Div. 1: 1 Peruggini 100; 2 D’Angelo 69; 3 Del Prete 49. GT3: 1 Iacoangeli 42; 2 Zanardini 35; 3 Ghezzi 20. E2SH: 1 Gramenzi 75; 2 Dondi 60; 3 Ballarini 22. CN: 1 Scarafone 95; 2 Capucci 42; 3 Gromeneda 24. E2SC-SS: 1 Faggioli p. 80; 2 Di Fulvio 71; 3 Torsellini 60. E2SC-SS Motori Moto: 1 Di Caro 100; 2 Puglisi 75; 3 Ferretti 48. Under 25: 1 Prantl 35; 2 Mourtaji 24; 3 Picchi 22,5. Dame: 1 Prantl 110; 2 Cuccioloni M.C. 93; 3 Mourtaji 81,5. Scuderie: 1 Best Lap 284,5; 2 Cosenza Corse 221; 3 Vesuvio 209. 

(Rosario Giordano Addetto Stampa C.I. Supersalita)

Foto ACI Sport 

lunedì 17 agosto 2026

Vittorio Brambilla, re della pioggia



- di Massimo Campi
- foto di Raul Zacchè - Actualfoto

Vittorio Brambilla è scomparso il 26 maggio 2001, Zeltweg 1975 è stato il giorno della gloria. Uno come Vittorio Brambilla poteva venire al mondo solo a pochi passi dall’Autodromo di Monza, a pochi metri dal tempio della velocità e Vittorio la velocità l’aveva nel sangue, nel piede, con tanto cuore, quello che il 26 maggio 2001 l’ha tradito, come quando una biella si rompe in pieno rettilineo facendo ammutolire improvvisamente il motore. A Monza Vittorio era di casa, in quelle curve ha imparato il brivido ed il piacere delle velocità. Vittorio era un combattente, coriaceo, l’altra metà dei “Monza’s Gorilla” come erano stati soprannominati i due fratelli brianzoli, sempre pronti a difendere i loro diritti, dentro e fuori la pista, anche con modi poco ortodossi. Lui Vittorio, il più piccolo, l’altro Tino, il capo e l’esempio da seguire.

Vittorio ha sempre lottato, con vetture di secondo piano, sempre partendo dalle retrovie, ma sempre senza mai arrendersi. Sempre pronto a fare anche a sportellate con gli avversari, con monoposto problematiche e budget ristretti per svilupparle. Vittorio era comunque un grande protagonista di quel circo della velocità, me sempre pronto ad infiammare le tribune, a donare il guizzo dello spettacolo senza mai arrendersi. Vittorio sapeva domare anche motori, era nato nell’officina meccanica di famiglia, con il fratello Tino esempio da seguire. Una carriera partita dal basso “ho fatto di tutto, il meccanico, il pilota ed anche l’autista del camion per trasportare la macchina in circuito”.

Il lavoro, l’officina, la meccanica, è quello il credo dei Brambilla brothers, mischiato a suon di sfide con gli amici del “bar dei stupid”. La passione esplode con le moto. Il primo amore sulle orme del fratello, mentre Tino aveva già raddoppiato le ruote, sempre sullo sfondo di quel tracciato accanto a casa dove la velocità è sempre stata la padrona assoluta. Vittorio è il numero due della famiglia, lavora, corre ed attende il suo momento mentre Tino va forte, è un vincente anche con le quattro ruote dopo avere vinto con le due. Il Conte Agusta, Enzo Ferrari, si affidano a lui per i collaudi dei mezzi, ma anche per portarli alla vittoria. Tino vince con la F.3, con la F.2 conquista la prima vittoria con il sei cilindri Dino, quello ideato dal figlio del Drake, e per il capo di Maranello diventa un idolo, anche se il suo carattere ha sempre quella spigolosità del vecchio meccanico, “se gli mettiamo una manetta diventa un tram!” sentenzia durante un collaudo della Ferrari 512S, ed i generali di Maranello fanno di tutto per silurarlo.

Ma il tempo di Vittorio sulle quattro ruote è già arrivato, sale su una monoposto di F.3 lasciata libera dal Tino, e va subito forte. Nel 1972 è campione italiano alternandosi alla guida della Brabham-Ford e della Birel-Alfa, il telaio realizzato dai Brambilla nelle notti insonni. Poi la F.2. Anni fondamentali quelli per sviluppare anche doti di team manager, e la svolta arriva quando la Beta Utensili decide di sponsorizzare le vetture dei fratelli monzesi. Con lo sponsor arancio arriva anche la March 732-BMW e Vittorio diventa un brutto cliente per molti suoi avversari blasonati. Sale sul gradino più alto del podio in Austria ed in Francia sarebbe secondo a fine stagione dietro al pilota ufficiale March Jean Pierre Jarier, ma con gli scarti diventa quarto, un risultato prestigioso per un piccolo team privato composto da un pilota e da un solo meccanico di assistenza!
Vittorio è pronto al grande salto, la famiglia Ciceri crede in lui ed arriva nel 1974 la prima March di F.1 colorata arancio per il piccolo ma caparbio team brianzolo. È la realizzazione del grande sogno, sarà con le vetture di Bicester che Brambilla entrerà nella leggenda.

Tra gli specialisti della seconda fila, Vittorio è uno dei grandi maestri, davanti ci sono i team ufficiali con i campioni superstar e super pagati, ma lui è ben presto diventato il campione degli altri, di quelli che spesso partono da metà schieramento, e non mollano mai aspettando la loro grande occasione con monoposto scarsamente competitive, danzando sempre al limite, spremendo tutto quello che il mezzo può dare. Il suo grande talento emerge quando le condizioni diventavano problematiche, quando i puri cavalli non bastano per andare via davanti e distaccare tutti gli avversari, ma ci vuole classe, coraggio e tanto cuore per stare in pista e correre più forte degli altri. La prima stagione è tutta di assaggio, ma Brambilla sa distinguersi nella categoria degli altri e finisce a punti in Austria, ma sarà il 1975 la sua grande stagione.

Il suo mestiere è correre, spremendo tutti i cavalli del suo spompato V8 DFV, tenendo giù il piede quando gli altri lo cavano. Acqua e tempesta diventano le armi principali per emergere, per sfruttare la sensibilità del suo piede nelle condizioni limite e quelle condizioni particolari fanno esplodere prepotentemente la sua classe nel nubifragio di Zeltweg 1975 quando la sua March 751 vola sull’asfalto viscido.

La March 751 è una monoposto problematica, ma Brambilla diventa il suo massimo interprete. Fa la pole position in Svezia, a Zolder comanda il gruppo per alcuni giri fino a quando i freni, il grande punto debole di quella monoposto, esplodono definitivamente. Poi arriva l’Austria, è il 17 agosto 1975, nel warm up della mattina esce di pista la March del Team Penske di Mark Donohue con il pilota americano che entra in coma e dopo tre giorni perde la vita. È ora di partire, piove e fa freddo “ottimo!” - pensa Vittorio “ - i freni rimangono freschi, non si surriscaldano” e parte all’arrembaggio. La monoposto colore arancio parte dalla quarta fila ma al via sembra uno squalo. Vittorio è velocissimo, tutti cercano di nuotare nel diluvio lui lo domina, sembra che la sua March viaggi sull’asciutto e supera tutti fino al 29esimo giro quando il direttore di gara abbassa la bandiera a scacchi davanti alla monoposto arancio. Vittorio esulta, lascia il volante, la March parte in acquaplaning rovinando il muso, ma sul gradino più alto de podio c’è lui. È il coronamento del grande sogno, il giorno della grande gloria, l’eroe della classe operaia che conquista il paradiso.

Vittorio la gloria la ottiene anche con le ruote coperte, è pilota Alfa Romeo che conquista il mondiale sport prototipi nel 1977 con la 33 dell’Ing. Chiti. Poi di nuovo tanti piazzamenti in F.1 fino a quel triste giorno di Monza 1978, quando la Lotus di Peterson esplode davanti alla sua vettura ed una ruota centra il casco di Vittorio mandandolo in coma con il cranio rotto. Mesi per il recupero ed infine i collaudi della nuova Alfa Romeo di F.1, ma le ferite di quella Monza 1978 rimarranno anche cicatrici indelebili nella mente ed alla fine Vittorio annuncia il ritiro dalle competizioni nel 1980 per continuare a dedicarsi alla sua officina ed alla meccanica che tanto amava.

- foto di Raul Zacchè - Actualfoto





venerdì 14 agosto 2026

La Grande Corsa 2026 apre le iscrizioni


Chieri, 14 agosto 2026 – L’attesa sta per terminare e dalle 8.30 di oggi, venerdì 14 agosto, sarà attiva la procedura per l’invio delle iscrizioni all’edizione 2026 de La Grande Corsa, rally auto storiche e moderne in programma sabato 12 e domenica 13 settembre a Castelnuovo Don Bosco (AT). Nella località astigiana, dopo un anno di forzata assenza, oltre ai rallysti si ritroveranno anche gli specialisti della regolarità a media per la duplice gara con “media 60” e “media 50” nuovamente inserita nel mosaico del Campionato Italiano di tale disciplina.
Il termine ultimo per l’invio delle iscrizioni è fissato alle 18 di martedì 8 settembre, mentre la consegna del road book per le successive ricognizioni è stata programmata dalle 9 alle 15 di sabato 5 settembre nello spazio messo a disposizione dall’albergo ristorante Ciocca di Castelnuovo Don Bosco.

Concentrato nelle due giornate di sabato e domenica, e tutto in Castelnuovo Don Bosco, lo svolgimento della manifestazione prevede poi le verifiche sportive in Piazza Don Bosco – dalle 9 alle 13 – e le tecniche mezzora più tardi in Piazza Italia. Anche quest’anno sarà previsto lo Shakedown in località Pino Torinese, dalle 14 alle 16.30 seguito alle 17.45dalla partenza del rally da Piazza Dante da dove le vetture muoveranno verso la prima prova speciale dedicata a Giorgio Vergnano, con lo start dato 10’ più tardi. Terminato il primo impegno cronometrico gli equipaggi faranno ingresso nel riordino di fine giornata dove saranno accolti da un aperitivo offerto dagli organizzatori.

Alle 7.45 della domenica il parco chiuso aprirà per la partenza della seconda giornata di gara che prevede le restanti sei prove speciali, tre da ripetersi compresa quella in memoria di Bruno Baron, prima dell’epilogo con l’arrivo posto sempre in Piazza Dante e le successive premiazioni degli equipaggi sulla pedana, dopo che si sono sfidati sui 71,900 chilometri cronometrati.

Oltre alla titolazione per il T.R.Z. della Prima Zona, il rally storico e classico avranno particolare valenza per il Memory Fornaca considerato il coefficiente maggiorato a 1,5, dettaglio che a tre gare dall’epilogo del trofeo organizzato dagli “Amici di Nino” stessi, influirà in modo importante per le sorti della Serie, giunta alla quindicesima edizione. Sicuramente non meno importante lo sarà per il Michelin Trofeo Storico e altrettanto dicasi per la gara di regolarità a media che ha sempre avuto un buon riscontro di partecipanti in lizza per il Tricolore tra i quali cresce l’attesa per il ritrovato inserimento de La Grande Corsa a calendario del massimo campionato della specialità.




Riferimenti:

Photozini

Ufficio Stampa La Grande Corsa

mercoledì 12 agosto 2026

ELMS: 47 VETTURE PER LA DECIMA EDIZIONE DELLA 4 ORE DI SPA-FRANCORCHAMPS.


Disputata per la prima volta nel settembre 2016, quando la European Le Mans Series è passata da cinque a più gare a stagione, la 4 Ore di Spa-Francorchamps compie quest'anno 10 anni. Con 47 vetture, 140 piloti e 30 team provenienti da 30 nazioni diverse, ci saranno sicuramente molti motivi per festeggiare, sia in pista che fuori, domenica 23 agosto.

La griglia di partenza comprende quattro piloti belgi, tra cui l'ex campione della Michelin Le Mans Cup LMP3 Jean Glorieux, che corre per DKR Engineering nella categoria LMP2 Pro/Am, Douwe Dedecker, che corre per Eurointernational nella categoria LMP3, Maxime Martin, vincitore della 24 Ore di Le Mans LMGTE Pro 2020, che corre con la Mercedes-AMG LMGT3 n. 62 del Team Qatar by Iron Lynx, e il due volte campione ELMS LMGTE Alessio Picariello, che torna in pista con la Porsche 911 GT3 R LMGT3 n. 77 di Proton Competition per la 4 Ore di Spa-Francorchamps.

La categoria LMP2 vedrà ancora una volta un nutrito gruppo di 11 vetture, con tutti gli equipaggi che confermeranno la formazione dei piloti rispetto al precedente round in Italia il mese scorso. Gli attuali leader del campionato sono Ben Hanley, Gregoire Saucy e Griffin Peebles con 58 punti sulla Oreca numero 22 del team United Autosports, dopo aver conquistato il secondo posto a Imola dietro alla Forestier Racing by Panis numero 29 di Esteban Masson, Louis Rousset e Oliver Gray, che si presentano in Belgio con 52 punti, a soli sei punti dai leader e con due vittorie nelle prime tre gare.

I vincitori della 24 Ore di Le Mans nella categoria LMP2, Jakub Smiechowski, Tom Dillmann e Nick Yelloly, faranno nuovamente squadra sulla Oreca numero 34 del team Inter Europol Competition, mentre Bijoy Garg e Reshad De Gerus guideranno la Oreca numero 43 per la scuderia polacca, l'unico equipaggio composto da due piloti in griglia.
Jamie Chadwick, Laurents Hörr e Valerio Rinicella correranno con la Oreca numero 18 del team IDEC Sport e sperano di salire sul podio in Belgio dopo aver ottenuto tre quarti posti nella prima metà della stagione. 
L'ex campione Algarve Pro Racing ha conquistato il suo primo podio stagionale in Italia, con Matthias Kaiser, Tristan Vautier e Jake Hughes che hanno tagliato il traguardo al terzo posto con la Oreca-Gibson numero 25. 
La griglia di partenza della categoria LMP2 è completata da Vector Sport, dalla seconda Oreca di IDEC Sport, da Nielsen Racing, da CLX Motorsport e da Proton Competition.


In LMP2 PRO/AM, i vincitori della 4 Ore di Barcellona Michael Jensen, Enzo Trulli e Malthe Jakobsen guidano il gruppo di 12 vetture, con l'Oreca numero 20 dell'Algarve Pro Racing a pari punti (43) con i vincitori di classe della 4 Ore di Imola Jen Reno Møller, Cem Bölükbaşı e Lorenzo Fluxa al volante dell'Oreca numero 7 del Vector Sport. P
Gli ex leader del campionato Doriane Pin, Richard Vershoor e Giorgio Roda sono a soli 5 punti di distacco con il team Duqueine numero 30, mentre gli ex campioni di categoria AF Corse occupano la quarta posizione con 36 punti, con la stessa formazione di piloti composta da François Perrodo, Matthieu Vaxiviere e Antonio Fuoco.
Oliver Jarvis, Daniel Schneider e Marino Sato hanno conquistato il loro primo podio stagionale a Imola con la Oreca numero 21 del team United Autosports, salendo al 7° posto in classifica con 25 punti. Anche i vincitori della 4 Ore di Le Castellet, Kriton Lentoudis, James Allen e Alex Quinn, con la Oreca numero 27 del team Nielsen Racing, si trovano a quota 25 punti, a tre punti dalla numero 19 del team Rossa Racing by Virage, quinta in classifica.
Julien Andlauer affiancherà Jean Glorieux e Marlon Hernandez sulla Oreca numero 3 del team DKR Engineering, mentre la griglia di partenza è completata da TDS Racing, dai campioni in carica della categoria LMP2 Pro/Am AO by TF, da CLX Motorsport e da Proton Competition.

Nella categoria LMP3 sono presenti dieci vetture, di cui nove Ligier JS P325-Toyota e una Duqueine D09-Toyota gestita dal team R-ace GP. 
Tra gli iscritti di questa categoria si registra un cambio di pilota: Alfie Briggs affiancherà Thoams Imbourg e l'ex campione Nick Adcock al volante della Ligier numero 68 del team M Racing per la 4 Ore di Spa-Francorchamps.
I campioni in carica del team CLX Motorsport sono tornati alla vittoria al termine della 4 Ore di Imola, con Paul Lanchère, Alexander Jacoby e Louis Iglesias che hanno conquistato il massimo dei punti, salendo al terzo posto in classifica con 40 punti. 
Alvise Rodella, Jose Fernandes Cautela e Mikkel Gaarde Pedersen, vincitori della 4 Ore di Barcellona, ​​sono tornati in testa alla classifica del campionato con 49 punti dopo aver conquistato il secondo posto in Italia con la Ligier numero 5 del team Rinaldi Racing. La scuderia tedesca ha un vantaggio di 8 punti sui vincitori della 4 Ore di Le Castellet, Alex Bukhantsov, Henry Cubides Olarte e Chun Ting Chou, a bordo della Ligier numero 13 dell'Inter Europol Competition, che vantano 41 punti.
La griglia LMP3 è completata da DKR Engineering, Ultimate, Eurointernational e Racing Spirit of Léman.


La categoria LMGT3, la più numerosa nella storia della 4 Ore di Spa-Francorchamps, vedrà al via 14 vetture in rappresentanza di sei diversi costruttori: Aston Martin, Corvette, Ferrari, McLaren, Mercedes-AMG e Porsche.
Sono previsti tre cambi: Anthony McIntosh e Parker Thompson sostituiscono Clement Mateu e Valentin Haase Clot sulla Aston Martin numero 59 del team Racing Spirit of Léman, mentre Alessio Picariello, due volte campione ELMS, prende il posto di Harry King sulla Porsche numero 77 del team Proton Competition. È stato inoltre confermato che Martin Berry completerà il resto della stagione al volante della Porsche numero 77.

La Corvette numero 33 del team TF Sport è diventata la terza vettura diversa a conquistare una vittoria in questa stagione, con Blake McDonald, Alec Udell e Charlie Eastwood che hanno ottenuto il massimo dei punti in Italia, portandosi in testa al campionato con 44 punti. I vincitori di Barcellona Richard Lietz, Matt Kurzejewski e Thomas Sargent sulla Porsche numero 75 del team Proton Competition sono a un solo punto di distanza con 43 punti, mentre la Ferrari numero 57 del team Kessel Racing, vincitrice a Le Castellet, con Takeshi Kimura, Daniel Serra e Mathys Jaubert al volante, occupa la terza posizione con 40 punti. 
Dopo aver conquistato la pole position a Barcellona e Le Castellet, Abdulla Ali Al-Khelaifi è diventato il primo pilota qatariota a salire sul podio dell'ELMS, conquistando il secondo gradino a Imola insieme ai compagni di squadra Julien Hanses e Maxime Martin, e si presenta a Spa-Francorchamps in quarta posizione con 32 punti. La Porsche numero 77 del team Proton Competition e la Ferrari numero 55 del team Spirit of Race occupano rispettivamente la quinta e la sesta posizione in classifica.
La griglia di partenza della categoria LMGT3 è completata da GR Racing, United Autosports, High Class Racing, Iron Lynx, AF Corse e dalla seconda Ferrari del team Kessel Racing. 

La 4 Ore di Spa-Francorchamps è la quarta tappa della European Le Mans Series 2026 e si svolgerà da venerdì 21 a domenica 23 agosto. 

I biglietti sono disponibili a partire da soli 8€ QUI

CLICCA QUI per l'elenco provvisorio degli iscritti alla 4 Ore di Spa-Francorchamps.

Riferimento: Press European Le Mans Series

martedì 11 agosto 2026

MONTEREY CAR WEEK: PALCOSCENICO DELLE LEGGENDE LAMBORGHINI


Il legame tra Lamborghini e Monterey inizia nel 1998 con la presentazione della Diablo SV Monterey Edition, serie speciale realizzata esclusivamente per l'occasione. Da allora, Monterey Car Week accompagna tutte le tappe più significative dell'evoluzione del marchio, ospitando il debutto di modelli di serie destinati a diventare icone, concept car visionarie e vetture Few-Off estremamente esclusive.

È soprattutto nell'ultimo decennio che Monterey diventa un appuntamento imprescindibile nel calendario Lamborghini, ospitando ogni anno almeno una première mondiale. Tra le presentazioni più significative figurano Concept S, Aventador LP 750-4 SV Roadster, Centenario Roadster, Aventador SVJ Coupé e Roadster, Countach LPI 800-4, Urus Performante, Lanzador, Temerario e Fenomeno.

Dalle iconiche supersportive V12 aspirate al Super SUV, dai concept destinati a immaginare il futuro fino all'attuale generazione di supersportive ibride, Monterey Car Week racconta il percorso di continua innovazione di Lamborghini, rimanendo sempre fedele al proprio DNA fatto di design audace, eccellenza tecnologica ed emozione di guida. Guardando al futuro, l'evento continua a rappresentare il contesto ideale per scrivere i prossimi capitoli della storia del marchio e presentare la sua visione della mobilità ad alte prestazioni.

«Monterey Car Week occupa un posto speciale nella storia di Lamborghini», ha commentato Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini.«Nel corso degli anni è diventata il palcoscenico ideale per presentare alcune delle nostre innovazioni più significative, serie limitate esclusive e concept car visionarie. Gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato mondiale per Lamborghini e, da sola, la California rientrerebbe tra i primi cinque mercati del marchio a livello globale. Monterey Car Week ci offre l'opportunità di entrare in contatto diretto con una delle comunità automobilistiche più competenti e appassionate al mondo, rafforzando al tempo stesso il rapporto con collezionisti e clienti che hanno contribuito in modo determinante alla crescita del brand.»

In occasione dell'edizione 2026, Automobili Lamborghini sceglie ancora una volta Monterey Car Week per presentare le proprie novità più importanti. Protagonista assoluta è la première mondiale della prima derivata di Revuelto, nuova evoluzione della supersportiva V12 HPEV Lamborghini. Nel corso dello stesso weekend debutta inoltre Revuelto Miura 60° Homage, una serie speciale limitata a 99 esemplari, realizzata da Ad Personam e Lamborghini Centro Stile per celebrare il sessantesimo anniversario della Miura, la prima supersportiva della storia. Due anteprime che proseguono una tradizione ormai consolidata e confermano Monterey Car Week come uno degli appuntamenti più significativi nella storia di Automobili Lamborghini.

Riferimento: Press Lamborghini

lunedì 10 agosto 2026

"Due ruote tra miti e leggende" in mostra a Pesaro fino al 27 settembre


Il mondo delle due ruote unisce passione, storia e libertà attraverso mezzi che si sono trasformati in icone senza tempo raccontando pagine di storia nello sport ma anche nell’evoluzione della mobilità quotidiana del nostro Paese. Nasce da qui la mostra “Due Ruote tra Miti e Leggende”, organizzata dall’Automotoclub Storico Italiano (ASI), nell’ambito delle celebrazioni del suo 60º anniversario, in collaborazione con il Comune di Pesaro. È diffusa in tre differenti spazi espositivi museali della città marchigiana (Musei Civici di Palazzo Mosca, Museo della Bicicletta e Chiesa dell’Annunziata) e rimane aperta al pubblico fino a domenica 27 settembre.

La scelta di una mostra diffusa racconta un unico grande tema che appartiene alla cultura della città, alle sue radici e alla sua letteratura. L’insolita collocazione di una moto ai Musei Civici di Piazzetta Mosca riassume l’intreccio di passioni e di creatività artigianali tra ceramica e meccanica. L’imponente Medusa in maiolica di Ferruccio Mengaroni, opera simbolo di Pesaro, fa da sfondo ad un autentico gioiello a due ruote: la Molaroni 3 HP. I fratelli Molaroni erano titolari di una fabbrica di ceramiche ma la grande passione per le moto fece partire la produzione di un primo esemplare nel 1921. Insieme a lei, a mo’ di cornice, ci sono due moto della RAI protagoniste delle entusiasmanti telecronache in diretta di corse ciclistiche come il Giro d’Italia: la Moto Guzzi 850 T3 del 1975 e la BMW K100 RT del 1995.

Il cuore dell’esposizione è nella Chiesa dell’Annunziata, dove sono sistemate dieci straordinarie moto da competizione come le iridate del pilota urbinate Eugenio Lazzarini, vincitore di tre titoli nel motomondiale, la gloriosa Benelli 350 GP del 1969 guidata da Renzo Pasolini, la Motobi 175 del 1968 (modello che conquistò oltre 500 vittorie), la Grassetti 250 del 1971 o la MBA 125 del 1982. Nella stessa location ci sono anche sette regine dell’offroad provenienti dalla Collezione ASI Motocross Golden Era, come l’Aermacchi Harley-Davidson Ala d’Oro del 1961, la BSA Victor GP del 1966, la Greeves Challenger del 1966 o la Ossa Stiletto 250 del 1971.

Infine, nel Museo della Bicicletta di Palazzo Gradari sono in esposizione i “micromotori” del secondo dopoguerra, veri antesignani dei ciclomotori contemporanei e delle più moderne biciclette a pedalata assistita. Sono delle biciclette alle quali è applicato un piccolo motore ausiliario: alcune nascevano come un “unicum” dello stesso costruttore, che proponeva telaio e propulsore, ma la maggior parte sono soluzioni miste con motori abbinati alle biciclette in commercio, con trasmissione a rullo o a catena. Rappresentano la prima risposta, pratica ed economica, alle esigenze della mobilità individuale nel periodo della ricostruzione.

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO

Musei Civici di Palazzo Mosca: lunedì (fino al 31 agosto): 10.00-13.00; da martedì a domenica: 10.00-13.00 e 15.00-19.00; Chiesa dell'Annunziata e Museo della Bicicletta: venerdì, sabato e domenica: 17.00-20.00.

Riferimenti: Ufficio Stampa Automotoclub Storico Italiano

domenica 9 agosto 2026

DESTRIERO E IL NASTRO AZZURRO DELL’ATLANTICO: UN RECORD CHE RESISTE DA 34 ANNI


Era l’alba del 9 agosto 1992 quando Destriero, la nave dello Yacht Club Costa Smeralda, partita da New York, alle ore 6,15 tagliò il traguardo virtuale del faro di Bishop Rock nelle Isole Scilly, in Inghilterra, dopo aver percorso 3106 miglia nautiche nel tempo record di 58 ore, 34 minuti e 50 secondi alla velocità media di 53,09 nodi (98,32 km/h).

La miglior distanza coperta nell'arco di 24 ore è stata di 1.402 miglia nautiche alla velocità media di 58,4 nodi. Un tempo record, un record che resiste da ben 34 anni nonostante i tanti tentativi fatti per migliorarlo, impiegando ventuno ore e mezza in meno del precedente record, appartenuto al catamarano inglese HoverspeedGreat Britain.


L'impresa fu voluta dal principe Karim Aga Khan e appoggiata dalla FIAT di Giovanni Agnellidall'IRI di Franco Nobili, dall’Alitalia allora presieduta da Umberto Nordio, dal presidente del CONI Arrigo Gattai. L'operazione aveva lo scopo di superare i record stabiliti nell'attraversamento dell'Atlantico, riconosciuti con il Nastro Azzurro e premiati dal Trofeo Hales. Una sfida sportiva ma soprattutto tecnologica, grazie all’impiego di un innovativo sistema di propulsione che, visti i risultati, fu in breve tempo introdotto da diversi armatori, non ultimo anche dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti.

Il Destriero era un monoscafo in alluminio con carena a V profondo con propulsione a idrogetti, costruito dalla Fincantieri preso il cantiere di Muggiano (La Spezia) ed era equipaggiato con tre turbine a gas General Electric LM1600 in moduli realizzati dalla tedesca MTU, capaci di sviluppare complessivamente oltre 60.000 cavalli, collegate a tre idrogetti KaMeWa modello 125 tramite riduttori Renk-Tacke.

L'autonomia a pieno carico era di oltre 3.000 miglia nautiche, grazie a giganteschi serbatoi che potevano contenere oltre 600 tonnellate di carburante fornito dall’Agip, con una velocità a pieno carico di oltre 40 nodi e nominale di oltre 70 nodi. L'unità aveva inoltre una lunghezza di 60 metri e una larghezza di 13 metri.


La prima piastra in alluminio dello scafo venne tagliata nel luglio 1990 e il taglio di tutte le parti venne completamente gestito attraverso macchine a controllo numerico; la costruzione e l'assemblaggio della struttura del Destriero, sotto la guida dell’ing. Mauro Parodi, è avvenuta con le stesse modalità e schemi derivati dalle costruzioni delle unità militari della Fincantieri, mentre il design e lo studio aerodinamico delle sovrastrutture è stato curato da Pininfarina. A distanza di dodici mesi il varo e il primo collaudo, con la traversata da Muggiano a Porto Cervo. 


L'equipaggio che prese parte all'impresa era composto da Cesare Fiorio, comandante e responsabile del programma Destriero Challenge, da Odoardo Mancini comandante, Aldo Benedetti comandante in seconda, Sergio Simeone primo ufficiale, Franco De Mei operatore di telecomunicazioni, Giuseppe Carbonaro direttore di macchina, Mario Gando e Nello Andreoli capomacchinisti, Massimo Robino elettricista, Silvano Federici, Cesare Quondamatteo e Carlo Chiara motoristi e i tecnici Davide Maccario, Giacomo Petriccione, Giuseppe Valenti e Michael Hurrle oltre a Franco Liistro responsabile comunicazione e ufficio stampa.

 

Cesare Fiorio da anni ha eletto la sua residenza in Puglia con la realizzazione della Masseria Camarda, oggi un relais hotel che accoglie turisti internazionali e meta di piloti ed amici che con lui hanno condiviso momenti sportivi e gare, con nelle bacheche ben18 titoli di Campionati del Mondo. È circondato dall’affetto dei suoi tre figli: Alex, già campione del mondo rally poi fondatore della University Rally, una grande scuola per giovani rallisti, in funzione all’interno del comprensorio della Masseria, Giorgia, nota e apprezzata fotografa e Cristiano, direttore marketing della Maserati, oltre a quello delle due nipoti Maria Paola e Francesca,cui è demandata la gestione della Masseria e dei suoi ospiti.


A lui la parola:

«Trentaquattro anni!!  Il record è sempre di Destriero e il Nastro Azzurro dell’Atlantico è sempre in Italia. Più il tempo passa più mi rendo conto di quanto grande, oserei dire stratosferica, è stata l’impresa che abbiamo portato a termine. Ogni anno, in questi giorni, è inevitabile che il pensiero vada a quei giorni di navigazione, al solo pensarci mi vengono ancora i brividi. Ogni volta ripenso alle ultime ore di navigazione. Era notte piena, l’emozione era oramai padrona di tutto l’equipaggio che non aveva mai chiuso occhio da oltre 50 ore. Il record era già nelle nostre mani. Il direttore di macchina salì sul ponte e mi disse che dovevamo abbassare la velocità, c’era pur sempre il rischio di qualche rottura imprevista. Ricordo che nella penombra del ponte di comando guardai uno ad uno tutti quanti cercando di interpretare la loro risposta. Senza esitazione   l’ordine fu ”Avanti tutta, record sì ma record che nessuno ci toglierà”. E così è stato, almeno sino ad ora ma credo che così sarà per sempre. Gli anni passano, sono sicuro che l’emozione di oggi è mia ma è anche di tutti quanti hanno avuto l’onore di essere stati i protagonisti come componenti l’equipaggio di Destriero. Il mio pensiero però va a Sua Altezza Karim Aga Khan, scomparso poco più di un anno fa, che di Destriero è stato il lungimirante ideatore prima e promotore poi e all’avv. Giovanni Agnelli che non mi ha mai fatto mancare stima e fiducia in tutte le vicende sportive della mia vita. Senza il loro supporto ed entusiasmo il progetto Destriero non sarebbe mai nato. Grazie ancora!»


Riferimenti: Press Office Masseria Camarda



 

AUTOSTORICHE: TRIONFO AL CHIARO DI LUNA PER ISLAND MOTORSPORT




Messina, 9 agosto 2026 - Non si poteva sperare in miglior risultato in casa Island Motorsport (sempre in partnership con Tempo srl), prima della prevista breve pausa estiva. Il sodalizio capitanato da Eros Di Prima, infatti, si è fregiato dell’ennesima Coppa Scuderie al termine del 7° Rally Storico Tirreno Messina, appuntamento del Campionato Siciliano Rally Auto Storiche, in virtù dei brillanti piazzamenti conquistati dai propri portacolori dopo la notte di gara tra sabato e domenica. A partire dalla vittoria assoluta sulle strade di casa, la prima in “carriera”, messa a segno dal locale Luigi Marino, affiancato alle note dalla figlia Paola e al volante della “piccola” A/112 Abarth di 3° Raggruppamento. 
Un esito sportivo concretizzatosi solo nelle battute finali, dopo un appassionante confronto con gli altri componenti della famiglia Marino, i due omonimi Giovanni, rispettivamente figlio (alla prima esperienza nella specialità) e fratello del sopracitato vincitore Luigi, a bordo anche loro di una A/112 Abarth. 

Il podio è stato completato dal gentleman driver Salvo Vitale che, in coppia col fido Vincenzo Mannina, ha condotto all’esordio la Renault 5 GT Turbo acquistata pochi mesi addietro aggiudicandosi, altresì, il 4° Raggruppamento nonostante alcune noie al cambio. Sempre nel “Quarto”, bene anche i peloritani Giovanni Bonafede e Flavia Vizzari, su Seat Marbella, tanto da conseguire il successo in classe A/1300. 

Nel comparto moderno, ovvero il 23° Rally Tirreno Messina, valido per la Coppa ACI Sport 9^ zona, invece, da registrare lo sfortunato rientro di Alessio Profeta. Già vincitore di due edizioni (2020 e 2021), il talentuoso pilota palermitano, al debutto con la Peugeot 208 Rally4 della I.M. Promotor Sport, è stato costretto allo stop durante la terza prova speciale (delle 11 disputate) per un malore che ha colto la sua navigatrice Marina Altamonte. (Ufficio Stampa Island Motorsport)

venerdì 7 agosto 2026

ACI Racing Weekend: ecco le date del 2027

Roma, 6 agosto 2026 - La pausa estiva porta con sé una delle novità più significative in vista della prossima stagione: ACI Sport ha già definito il calendario 2027 dell'ACI Racing Weekend, confermando con largo anticipo le date del principale contenitore dedicato ai Campionati Italiani della Velocità in Circuito per auto moderne.

Saranno dieci gli eventi che scandiranno la stagione sportiva 2027, in programma da aprile a ottobre. Viene confermato il format ormai consolidato che coinvolge i principali autodromi italiani, con cinque impianti chiamati a ospitare due appuntamenti ciascuno: l'Autodromo di Vallelunga "Piero Taruffi", il Misano World Circuit, l'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, l'Autodromo Nazionale Monza e l'Autodromo Internazionale del Mugello.
 
Mario Isola, Direttore Generale ACI Sport: "La definizione del calendario con diversi mesi di anticipo rappresenta un importante valore aggiunto sotto il profilo organizzativo. Consentire a team, piloti, costruttori, partner, autodromi e a tutti gli operatori del settore di programmare per tempo la propria attività significa creare le condizioni per una stagione ancora più efficiente e competitiva. Questo rappresenta un passo concreto nella direzione che vogliamo imprimere all'evoluzione dell'intero progetto ACI Racing Weekend. Parallelamente, in ACI Sport stiamo lavorando in termini di comunicazione per potenziare tutte le attività che accompagnano i fine settimana di gara, sviluppando un pacchetto sempre più ricco di iniziative. Vogliamo offrire un'esperienza che coinvolga non solo gli addetti ai lavori, ma anche nuovi investitori, brand e costruttori, un nuovo pubblico attraverso nuove opportunità di ospitalità, intrattenimento e valorizzazione dell'evento sportivo."

Contestualmente sono stati definiti anche gli appuntamenti di alcuni dei Campionati ACI Sport per auto moderne che animeranno gli ACI Racing Weekend.  Definito il GT italiano, nei suoi tre campionati di punta: la Sprint con il suo format veloce, l’Endurance con il fascino delle gare di durata, e la seconda stagione del GT4. Pronte anche le date delle due serie su monoposto F.4 ed E4 Championship.
 
Nel dettaglio, la stagione 2027 del Campionato Italiano GT Sprint, con numeri da capogiro tra le GT3 e GT Cup, affronterà cinque gare ciascuno e prenderà il via dall’autodromo romano di Vallelunga dal 23 al 25 aprile. Da qui il “circus” del GT si sposterà all’Enzo e Dino Ferrari di Imola a fine maggio, prima di fare sosta a Misano l’8 agosto. Dopo la pausa estiva, il campionato ritroverà la scena al Tempio della Velocità di Monza il weekend del 26 settembre e l’appuntamento conclusivo sulle colline alle porte di Firenze al Mugello Circuit, dove verranno assegnati i titoli Sprint 2027.

Campionato Italiano GT Sprint 2027:
Round 1 - 25 aprile - Vallelunga
Round 2 - 30 maggio - Imola
Round 3 - 8 agosto - Misano
Round 4 - 26 settembre - Monza
Round 5 - 31 ottobre - Mugello
 
Confermate quattro maratone di tre ore per la serie GT in configurazione Endurance con il via della stagione da Misano, per spostarsi al Mugello Circuit per il weekend del 25 luglio. Dopo la pausa estiva, il campionato Endurance ritroverà la scena all'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola nel fine settimana del 12 settembre, per correre poi l’atto conclusivo all’Autodromo di Monza il 17 ottobre.
 
Campionato Italiano GT Endurance:
Round 1 - 9 maggio - Misano
Round 2 - 25 luglio - Mugello
Round 3 - 12 settembre - Imola
Round 4 - 17 ottobre - Monza
 
Per il GT4 Italy Series, la serie riservata alle vetture “entry level” nel mondo delle competizioni Gran Turismo scatterà da Misano, in concomitanza con l’avvio della serie Endurance, mentre il secondo appuntamento farà tappa a Vallelunga alla fine di giugno. A seguire, il campionato GT4 approderà il 25 luglio al Mugello Circuit per il suo terzo impegno stagionale. Il quarto appuntamento si terrà a Imola il 12 settembre, si concluderà a Monza nel weekend del 17 ottobre, nuovamente in concomitanza con il Campionato Italiano Gran Turismo Endurance.
 
GT4 Italy Series:
Round 1 – 9 maggio – Misano
Round 2 – 27 giugno – Vallelunga
Round 3 – 25 luglio – Mugello
Round 4 – 12 settembre – Imola
Round 5 – 17 ottobre – Monza


L' Italian F.4 Championship disputerà sette appuntamenti, sei ACI Racing Weekend oltre al round conclusivo di Barcellona. Il campionato scatterà dal Misano World Circuit nel weekend del 9 maggio, proseguendo con la tappa all’autodromo Piero Taruffi di Vallelunga il 27 giugno. La carovana della F.4 tornerà per la tappa del Mugello il 25 luglio e chiuderà l’estate con il round di Misano per l’8 agosto. La fase conclusiva del campionato porterà i piloti a Monza nel weekend del 26 settembre, prima del gran finale a Barcellona il 10 ottobre.


Definito anche il 2027 dell'E4 Championship, l’altra serie su monoposto nata nel 2023 che farà tappa su tre circuiti, cominciando da Imola alla fine di maggio, proseguirà con il round francese al Paul Ricard il 18 Luglio, fuori dagli ACI Racing Weekend e, terminerà al Mugello per il gran finale il 31 ottobre.

Italian F.4 Championship 2027:
Round 1 - 9 maggio - Misano
Round 2 - 27 giugno - Vallelunga
Round 3 - 25 luglio - Mugello
Round 4 - 8 agosto - Misano
Round 5 - 12 settembre - Imola
Round 6 - 26 settembre - Monza
Round 7 - 10 ottobre - Barcellona

E4 Championship 2027:
Round 1 - 30 maggio - Imola
Round 2 - 18 luglio - Paul Ricard
Round 3 - 31 ottobre - Mugello

Per quanto riguarda il TCR Italy e il Campionato Italiano Sport Prototipi le date sono in fase di perfezionamento e saranno annunciate prossimamente.
A completare il programma dei singoli eventi saranno successivamente annunciati i trofei monomarca e le serie affiliate.

CALENDARIO ACI RACING WEEKEND 2027

23-25 APRILE – VALLELUNGA

Campionato Italiano Gran Turismo Sprint

7-9 MAGGIO – MISANO

Campionato Italiano Gran Turismo Endurance
GT4 Italy Series
Italian F.4 Championship

28-30 MAGGIO – IMOLA

Campionato Italiano Gran Turismo Sprint
E4 Championship

25-27 GIUGNO – VALLELUNGA

Italian F.4 Championship
GT4 Italy Series

23-25 LUGLIO – MUGELLO

Campionato Italiano Gran Turismo Endurance
Italian F.4 Championship
GT4 Italy Series

6-8 AGOSTO – MISANO

Campionato Italiano Gran Turismo Sprint
Italian F.4 Championship

10-12 SETTEMBRE – IMOLA

Campionato Italiano Gran Turismo Endurance
Italian F.4 Championship
GT4 Italy Series

24-26 SETTEMBRE – MONZA

Campionato Italiano Gran Turismo Sprint
Italian F.4 Championship

15-17 OTTOBRE – MONZA

Campionato Italiano Gran Turismo Endurance
GT4 Italy Series

29-31 OTTOBRE – MUGELLO

E4 Championship
Campionato Italiano Gran Turismo Sprint


Futuro Solare sul circuito di Zolder con la nuova Archimede Solar Car.


Siracusa 6 agosto 2026 - (Agenzia ErregiMedia) - Dopo il successo registrato in Australia, il giovane team di ricercatori siracusani della Associazione Futuro Solare equipaggia la vettura Archimede solar car con le batterie agli ioni di sodio, quelle che nel linguaggio comune vengono definite "batterie al sale". Si tratta di una tecnologia recentissima promettente che potrebbe costituire un’opportunità di rilancio per l’industria automobilistica italiana data la grande disponibilità di materia prima, specialmente nel Mezzogiorno e specialmente in Sicilia. Il sodio è infatti una materia prima molto più diffusa del litio, non dipende da filiere critiche, mantiene buone prestazioni anche quando le temperature di esercizio di un’automobile si abbassano. Non un vezzo tecnologico ma una scommessa su come si potrà accumulare energia in modo più sostenibile in futuro, e i primi a metterla alla prova su strada, letteralmente, saranno degli alunni delle scuole superiori del progetto Futuro Solare, associazione che opera a Siracusa da 20 anni e rende gli studenti di istituti tecnici, piccoli ingegneri di una vettura solare vera, competitiva, capace di correre e sfidare altre vetture ad energia solare in tutta Europa e non solo.

La prossima tappa è il Circuito di Zolder, in Belgio, dove il 19 e 20 settembre 2026 si disputerà l'iLumen European Solar Challenge: una 24 ore di endurance che mette alla prova non la potenza dei motori, ma l'intelligenza con cui si usa l'energia. Vince chi gestisce meglio il sole, le batterie, la strategia e la fatica, perché la gara non si ferma né di giorno né di notte.

In pista arriverà Archimede 2.1, l'evoluzione di Archimede 2.0, la vettura che nel 2023 aveva già portato la squadra siracusana fino in Australia. Nulla, in questa nuova versione, è stato lasciato com'era: meccanica, elettronica, telemetria e gestione energetica sono state riprogettate da capo, con l'obiettivo di correre meglio, più a lungo, e con più margine di sicurezza. La novità più importante dicevamo è la nuova fonte di stoccaggio dell’energia con le innovative batterie al sale.

Dai banchi di scuola alle strade del futuro. È qui che Futuro Solare si distingue da altri progetti simili: la sperimentazione non è un'attività parallela alla didattica, è la didattica. Il cuore del gruppo è formato dagli studenti dell'Istituto Tecnico Industriale "Enrico Fermi" di Siracusa, affiancati non sostituiti da ex allievi, volontari, tecnici e collaboratori che nel frattempo sono passati per alcune delle università italiane più solide in ambito ingegneristico. È un ponte che si tiene in piedi da solo: chi è cresciuto nel progetto torna a insegnarlo a chi arriva dopo.

In laboratorio non si osserva, si costruisce: Meccanica, elettronica, informatica, materiali compositi, accumulo energetico, pannelli fotovoltaici, protocolli CAN bus, telemetria in tempo reale. Sono competenze che normalmente si incontrano solo dopo la laurea, e qui vengono affrontate a sedici, diciassette anni, con tutti gli errori e le correzioni che questo comporta. È proprio in quegli errori, verificati sul campo e non solo sui libri, che la teoria smette di essere astratta.

Una serietà che si vede nei dettagli. Tutto questo avviene senza che gli studenti spendano un solo euro. Futuro Solare non vende nulla, non produce veicoli per il mercato, non si occupa di retrofit: vive delle donazioni degli sponsor, del contributo volontario dei soci e del tempo non retribuito di chi crede che valga la pena investire nella formazione tecnica dei più giovani. Le aziende partner, dal canto loro, non si limitano a firmare un assegno: mettono a disposizione componenti, materiali e competenze reali, permettendo ai ragazzi di lavorare con soluzioni che di norma restano riservate all'industria.

“Sin dai primi vagiti - dichiara il dirigente scolastico dell’Istituto ITI Fermi di Siracusa, Antonio Ferrarini - di questa fantastica idea di Futuro Solare, la Comunità scolastica dell’ITI Fermi di Siracusa ne ha abbracciato convintamente l’intero suo impianto. Innovazione, ricerca, scienza, sostenibilità ambientale e grande senso dell’uomo, hanno portato la Comunità scolastica a partecipare con i propri studenti ed i propri docenti. Non c’è esempio formativo più idoneo e coincidente al PECUP di tutti gli indirizzi dell’ITI Fermi del progetto di Futuro Solare. Pertanto il sottoscritto DS del Fermi di Siracusa ringrazia l’intera compagine di Futuro Solare per ciò che ha fatto e che farà in futuro per il benessere dell’uomo nella sua accezione più ampia!”

È un equilibrio fragile solo in apparenza, perché si regge su qualcosa di molto concreto: una comunità che ha deciso di scommettere sui propri giovani, offrendo loro la possibilità rara, per chi cresce lontano dai grandi centri, di misurarsi da protagonisti su un palcoscenico internazionale.

Zolder come tappa, non come punto d'arrivo. 

La 24 ore del Circuito di Zolder sarà quindi molto più di una competizione cronometrata. Sarà la verifica, su pista e sotto pressione, di un metodo educativo nato in una città del Sud Italia e cresciuto fino a toccare l'Australia e ora l'Europa continentale. Un metodo che non promette scorciatoie, ma che ha già dimostrato una cosa: che con gli strumenti giusti, la guida di chi ha più esperienza e la fiducia di chi sostiene il progetto, anche un gruppo di studenti può fare ricerca vera e portare la Sicilia dove la ricerca si misura sul campo.

Nella foto, la Archimede Solar Car a Palazzolo Acreide (SR) in Piazza del Popolo