giovedì 5 novembre 2026

LANCIA DESIGN DAYS ALL’HERITAGE HUB DI TORINO


Torino, 5 novembre 2026 – Si è svolta ieri sera, nella suggestiva cornice dell'Heritage Hub di Torino, la cerimonia inaugurale dei “Lancia Design Days”, l'iniziativa con cui il Marchio celebra i suoi 120 anni di storia attraverso un viaggio tra creatività, innovazione ed eccellenza del design italiano. Ad aprire la serata sono stati Roberto Giolito, Head of Heritage Hub Italy, e Gianni Colonello, Head of Design di Lancia, protagonisti di un talk dedicato al patrimonio stilistico Lancia e al suo ruolo nell'ispirare le creazioni del futuro. All'evento hanno partecipato alcuni rappresentanti dei team Heritage, Centro Stile e Lancia, insieme a una rappresentanza di dipendenti Stellantis e di giornalisti, che hanno potuto scoprire in anteprima il suggestivo allestimento e confrontarsi con i designer Lancia.

In programma dal 4 al 7 novembre, i “Lancia Design Days” rappresentano quindi un'esperienza immersiva nel mondo del design automobilistico, attraverso incontri, dimostrazioni e laboratori guidati dai professionisti del Centro Stile Lancia che intratterranno il pubblico con live sketching, esperienze in Realtà Virtuale e tanto altro. Cuore dell'iniziativa è l’esposizione di una rappresentanza di modelli e creazioni stilisticheche raccontano l’evoluzione del design del Brand, dalle sue origini fino alle più nuove interpretazioni della mobilità. Un viaggio nel tempo che inizia con l'Aprilia del 1937, l'Aurelia B24 del ‘54 e la Stratos Stradale del ‘73, passa poi per le concept car Dialogos, Nea e Fulvia Coupé, per finire con le più recenti Pu+Ra Zero, Pu+Ra HPE. Non potevano mancare l’attuale line-up di Lancia composta dalla Nuova Ypsilon e Nuova Gamma. Ospite d’onore la Ypsilon Rally2 HF Integrale, reduce dal recente successo nel mondiale WRC2 al suo debutto nel mondiale dopo un’assenza del marchio da più di trent’anni.

Il pubblico potrà vivere le stesse emozioni anche oggi, 5 novembre, e domani, 6 novembre, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00, semplicemente acquistando online il biglietto d'ingresso all'Heritage Hub di via Plava 80, al seguente link. L’accesso al polo espositivo consentirà così di visitare sia la collezione permanente del Gruppo sia l’inedita mostra dei “Lancia Design Days”.

Il momento culminante e conclusivo dell’evento celebrativo sarà sabato 7 novembre, a partire dalle ore 19.00, con una speciale apertura serale a cura di Club Silencio, che trasformerà l'Heritage Hub in uno spazio di incontro tra cultura, design e intrattenimento. Per partecipare sarà necessario accreditarsi sul sito www.clubsilencio.it, suggellando così quattro giornate dedicate a un patrimonio di stile e innovazione che continua a ispirare il futuro di Lancia. ( Heritage Hub Italy Communications )

FIA WEC: Gran finale a Monza con 14 Case e 11 piloti italiani in pista



Tutto è pronto all'Autodromo Nazionale Monza per la 6 Ore che segnerà l'atto conclusivo del FIA World Endurance Championship. Quattordici costruttori e undici piloti italiani sono pronti a scendere in pista per un weekend che promette spettacolo e grandi emozioni. Il programma scatterà domani mattina con le prove libere 1 dalle 10.30 alle 12, mentre le prove libere 2 si disputeranno dalle 14.30 alle 16. Sabato spazio alla terza sessione di prove libere, dalle 10.30 alle 11.30, e alle qualifiche a partire dalle 14.20. Il via della gara è invece fissato per domenica alle 11.

Se in Hypercar Toyota ha già conquistato il titolo Costruttori, l’ottavo della sua storia nel FIA WEC, resta da assegnare quello Piloti, con un duello tutto interno al team giapponese tra gli equipaggi della vettura numero 8, composto da Brendon Hartley, Sébastien Buemi e Ryo Hirakawa, e della 7, con Kamui Kobayashi, Nyck de Vries e Mike Conway. I primi arrivano a Monza con 17 punti di vantaggio sui compagni di squadra.

Grande attesa anche per la Ferrari, che in classe Hypercar schiera le sue tre 499P: la 50 di Nicklas Nielsen-Miguel Molina-Antonio Fuoco, la 51 di Antonio Giovinazzi-James Calado-Alessandro Pier Guidi e la 83 di AF Corse affidata a Robert Kubica-Yifei Ye-Philip Hanson. 

Ancora apertissima, invece, la corsa al Mondiale LMGT3, dove la Corvette Z06 TF Sport numero 33 guida la classifica con 18 punti di margine sulla Porsche 911 numero 92 di Porsche The Bend Manthey. Sulla vettura tedesca correranno Riccardo Pera, Yasser Shahin e Richard Lietz, determinati a giocarsi fino all’ultimo le possibilità di conquistare il titolo. In corsa per l'iride anche la seconda delle Corvette di TF Sport, la 34 guidata da Peter Dempsey-Salih Yoluç-Charlie Eastwood, e la BMW M4 GT3 numero 69 del Team WRT, affidata ad Anthony McIntosh-Parker Thompson-Daniel Harper.

Oggi, intanto, è andato in scena il primo atto ufficiale: sono state piantate 35 nuove querce lungo lo storico Viale Mirabello, all’esterno della Variante Ascari, grazie a un’iniziativa congiunta tra FIA WEC e Autodromo Nazionale Monza.Il bosco che circonda il celebre circuito ha subito danni ingenti a causa delle violente tempeste di tre anni fa, che hanno sradicato migliaia di alberi, alterando profondamente il paesaggio e l’ecosistema del Parco di Monza. MDa allora è stato avviato un importante progetto per ripristinare l’area boschiva e ampliare il suo patrimonio verde, sensibilizzando al contempo l’opinione pubblica sui crescenti effetti del cambiamento climatico.

Alla cerimonia di piantumazione, svoltasi oggi, hanno partecipato il presidente dell’Autodromo Nazionale Monza, Giuseppe Redaelli, l'Assessore al Parco del Comune di Monza, Arianna Bettin, l'Amministratore Delegato del FIA WEC, Frédéric Lequien, e il Presidente dell'Automobile Club de l'Ouest, Pierre Fillon, insieme ai piloti del Team Peugeot TotalEnergies, Théo Pourchaire e Nick Cassidy. Complessivamente, 35 nuovi alberi metteranno radici all’interno del parco, nell’ambito di un più ampio programma di riforestazione. Un numero simbolico, che rappresenta il totale delle vetture attualmente impegnate nelle categorie Hypercar e LMGT3 del campionato, e un’iniziativa che ribadisce il forte legame tra innovazione nel motorsport, tutela ambientale e territorio che ospita uno dei circuiti automobilistici più iconici al mondo.

Giuseppe Redaelli, Presidente dell’Autodromo Nazionale Monza, ha dichiarato:

«La piantumazione di queste 35 nuove querce rappresenta un’espressione concreta della nostra missione, che unisce la promozione del motorsport a un impegno costante nell’educazione ambientale e nella tutela del nostro territorio. È inoltre una testimonianza della responsabilità condivisa nel dimostrare come il motorsport possa contribuire attivamente alla costruzione di un futuro più sostenibile. Dopo le violente tempeste del 2023, il nostro impegno è quello di continuare a garantire un equilibrio virtuoso tra lo sviluppo sportivo e tecnologico dell’Autodromo e la conservazione, il ripristino e l’ampliamento degli spazi verdi e del patrimonio arboreo del parco e della città di Monza».

Frédéric Lequien, CEO del FIA World Endurance Championship, ha dichiarato:

«La sostenibilità rappresenta un elemento fondamentale per il FIA WEC e, in ogni circuito che visitiamo, ci impegniamo a collaborare con l'impianto e le organizzazioni locali per lasciare un’eredità positiva e significativa, destinata a durare ben oltre il fine settimana di gara. Siamo lieti di aver potuto collaborare così strettamente con l’Autodromo Nazionale Monza a questo progetto di piantumazione e non vediamo l’ora di assistere alla rinascita del Parco di Monza».

Pierre Fillon, presidente dell’Automobile hClub de l’Ouest, ha dichiarato:

«All’ACO mettiamo la sostenibilità al centro della nostra strategia per il futuro dello sport e siamo costantemente alla ricerca di nuovi modi per creare un ponte tra le competizioni automobilistiche e la tutela dell’ambiente. Il Parco di Monza fa da cornice al celebre Autodromo ed è per noi un privilegio aver potuto contribuire, anche solo in piccola parte, a questa iniziativa di riforestazione, che sono certo continuerà a mettere radici e a crescere negli anni a venire».

WEC 6H DI MONZA, FOTO @RACINGPICTURE (GIOVEDÌ)

Autodromo Nazionale Monza, 5 Novembre 2026

WEC 6 Ore dí Monza (giovedì)

foto @racingpicture 
riproduzione riservata 




























F1/ Nel 1980 con Alan Jones e la FW07 il primo Mondiale della Williams


É morto oggi, 5 novembre 2026, 
Alan Stanley Jones, 
campione del mondo di Formula 1 nel 1980 
con la Williams.


di MASSIMO CAMPI
Immagini © RAUL ZACCHE' BY ACTUALFOTO

La storia di Frank Williams arriva da molto lontano “mi ricordo di quando, negli anni ‘60 veniva in Italia con il suo furgone pieno di pezzi di ricambio di auto da corsa, aveva sempre pochi soldi ed a volte lo ospitavo a dormire nella mia officina” sono questi i ricordi di Tino Brambilla che è sempre rimasto in amicizia con il patron Frank. Sacrifici tanti, ma anche tanta tenacia, e nel 1970 inizia l’avventura in F.1 con il team di De Tomaso, soldi sempre pochi, ma tanta forza di volontà ed una monoposto progettata da Giampaolo Dallara. La tragedia del pilota ed amico Piers Courage mette fine all’avventura, Williams non demorde, nonostante deve passare parecchio tempo a tappare buchi economici e continua ad inseguire il suo sogno. Ci ritenta con la ISO-Williams, le difficoltà finanziarie tarpano subito le ali, ma continua con altri progetti, infine mette in piedi una sua scuderia, arriva il canadese Walter Wolf a finanziare ed infine gli vende tutto nel 1976 per monetizzare e riparte nuovamente con un telaio March nel 1977, intanto sogna una sua vettura, Patrick Head, ingegnere meccanico che si è fatto le ossa alla Lola di Erick Broadley, si mette al tavolo da disegno e nasce la FW06 che debutta nel 1978 con Alan Jones. Il pilota australiano si integra subito nella dura mentalità pragmatica della squadra, con Head e Williams formano un terzetto che rivoluzionerà le gerarchie consolidate della massima formula con Lotus, Ferrari e McLaren a fare la parte dei potenti nel decennio. Rimane il problema dei soldi, ma Williams ed Head hanno una intuizione geniale: in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio che continua a salire, stanno arrivando una valanga di dollari, gli sceicchi iniziano a frequentare il mondo della finanza ed hanno bisogno di visibilità nel mercato mondiale. I due sono i primi a battere quel mondo ancora inesplorato, trovano investitori arabi disposti a finanziare il Team Williams (tra cui la famiglia di Bin Laden che diventerà tristemente noto nel terzo millennio) e con la sponsorizzazione della Saudia, compagnia aerea Araba, finalmente possono disporre di budget adeguati per sviluppare il team. La prima monoposto è la FW06 è una monoposto semplice, nata bene, ma nel 1978 è la wing car Lotus 79 con Mario Andretti a dominare la scena e comunque il Team Williams riesce ad incamerare qualche punto mondiale puntando soprattutto sulla costanza delle prestazioni e nell’affidabilità della vettura. Patrick Head si mette nuovamente al tavolo da disegno per progettare la nuova vettura, prendendo come spunto la monoposto di Colin Chapman. 

Nel 1979 debutta in Spagna la FW07 

Per la stagione 1979 tutti i team preparano nuove vetture ad effetto suolo, ma sono poche quelle già pronte a gennaio quando inizia il campionato con le trasferte in Sud America prima e in Sud Africa. Non fa eccezione la Williams che schiera in pista la collaudata FW06 e bisogna attendere la gara in spagna per il debutto della prima vera creazione di Patrick Head. La monoposto appare semplice ed essenziale, la parte aerodinamica è ad effetto suolo, senza nulla di innovativo rispetto alla Lotus, ma cercando di affinare e rendere più efficace i principi espressi da Colin Chapman. La componentistica è quella standard per l’epoca: motore 8 cilindri DFV Ford Cosworth, cambio Hewland, che consentono ingombri limitati e masse radianti ridotte rispetto ai più potenti e voluminosi 12 cilindri di Ferrari ed Alfa Romeo. La monoposto risulta, piccola, leggera, dalle linee pulite, con una monoscocca ed una carrozzeria ben fatta, ed i condotti Venturi nelle fiancate sfruttano al meglio queste caratteristiche consentendo ottimi valori di depressione. Patrick Head dimostra nella pratica tutta la sua filosofia, senza nessuna particolare innovazione tecnica con un progetto molto pragmatico basato su una disposizione estremamente razionale delle componenti che costituiscono una monoposto e con grande attenzione all’ottimizzazione delle stesse. Dopo i primi test di messa a punto la Williams FW07 adotta un assetto estremamente rigido per stabilizzare l’effetto suolo, con l’utilizzo di molle durissime, definite “da camion”, per la gioia dei piloti. Ben presto tutte le altre squadre adotteranno questo settaggio per potere competere con la creazione di Head. 


Alan Jones ed il nuovo arrivo Clay Regazzoni sono la coppia di piloti che portano in pista la nuova FW07 al Gran Premio di Spagna il 29 aprile 1979, con entrambe le vetture ritirate per problemi di motore. Stessa storia nella gara successiva, poi a Montecarlo sale sul secondo gradino del podio il pilota ticinese, che passa il traguardo in scia, staccato solamente di 44/100 di secondo dal vincitore Scheckter su Ferrari. È ancora Regazzoni a cogliere la prima vittoria della scuderia Williams a Silverstone, un risultato che non è ben visto da patron Frank che avrebbe voluto Alan Jones sul primo posto del podio. Nella sua autobiografia Clay racconta che dopo quella vittoria gli venne riservato un trattamento da vera e propria seconda guida, dovendo anche arrivare ad elemosinare un set di gomme decente per le qualifiche. Rotto il ghiaccio, la FW07 diventa la monoposto da battere ed Alan Jones conquista quattro vittorie nelle cinque gare successive, ma il titolo va alla Ferrari di Jody Scheckter che ha conquistato più risultati nella prima parte della stagione. 

Nel 1980 la FW07 è iridata con Alan Jones. 

Monoposto che vince non si cambia, per la stagione 1980 la FW07 nella versione “B” sarà la monoposto da battere. Il posto di Clay Regazzoni è preso dal nuovo arrivato l’argentino Carlos Reutemann, ma è sempre Alan Jones la prima incontrastata guida, il pilota di riferimento per Williams ed Head. Reutemann, uomo dal carattere complesso, è comunque un pilota molto veloce, ed alcune volte riesce a stare davanti al suo caposquadra, ha pagato una penale di 800.000 dollari per liberarsi da contratto Lotus a Colin Chapman. Alan Jones parte alla grande, subito primo in Argentina, conquista la vittoria anche in Francia, Inghilterra, Canada e Stati Uniti, è secondo in Belgio, Austria ed a Monza, terzo in Brasile a Germania. È il trionfo, Alan Jones è campione del mondo piloti, la Williams è prima in quello costruttori con ben 120 punti all’attivo e precede la Ligier che ne conquista solo 66. La FW07 di Patrick Head ha dimostrato tutta la sua validità, anche Reutemann è primo a Montecarlo, conquista diversi punti ed è terzo nel mondiale alle spalle di Nelson Piquet. 


1981, ancora mondiale costruttori, ma Reutemann perde il titolo piloti. 

Carlos Reutemann a volte non rispetta gli ordini di squadra, il burbero australiano campione mondiale è intoccabile, anche se i due contribuiscono alla conquista del titolo mondiale costruttori per la Williams. Il principale avversario dei piloti Williams è Nelson Piquet con la Brabham, tra Jones ed il brasiliano sarà lotta dura per tutta la stagione tanto che l’ostico australiano arriva anche a buttare contro il muro l’avversario in Canada. L’epilogo arriva nell’ultima gara del mondiale, disputata nel parcheggio di Las Vegas. Carlos Reutemann si presenta al via con un vantaggio di un punto su Piquet mentre Alan Jones è ormai fuori dai giochi mondiali ma parte all’arrembaggio, va in testa e non molla fino allo sventolare della bandiera a scacchi. Il titolo mondiale per la squadra è salvo, a Frank Williams interessa soprattutto il titolo costruttori, Jones vince, Reutemann è settimo e fuori dai punti, Piquet finisce quinto, ma campione del mondo per una sola lunghezza. La FW07B non riesce a conquistare titolo piloti, ma solo il secondo titolo costruttori. La carriera di questa gloriosa monoposto si concluse nel 1982: Carlos Reutemann e Keke Rosberg portano a casa due secondi posti nelle prime tre gare. Poi arriva la nuova FW08 che vince il titolo anche grazie alle tragedie di Villeneuve ed Arnoux che colpiscono la Ferrari. Keke Rosberg conquista il titolo mondiale con vari piazzamenti una sola vittoria a Digione. In tutto conquista solo 44 punti ed i 6 conquistati con la FW07 saranno determinanti per la vittoria finale. 


La Williams FW07B è stata la vettura che ha raggiunto l’apice nello sviluppo dell’effetto suolo con minigonne scorrevoli ed è stata una delle più longeve della storia. Ha corso in F.1 per quattro stagioni, ma la sua storia non finisce nelle gare del mondiale. Nel 1980, apparve nelle gare americane della CART una vettura, la Longhorn, derivata dalla FW07. Per iniziativa di Bobby Hillin, la scuderia acquista i disegni dalla Williams e adatta la vettura al motore Cosworth HB turbo e alle regole della categoria americana. Ad indianapolis, il vincitore della edizione precedente Al Unser Sr. si qualifica sesto ma non va oltre un 19º posto. Unico risultato di rilievo è il terzo posto nella gara finale in Messico. In seguito, la vettura viene convertita, con le ruote carenate, per la serie Can-Am nel 1987. Tra le curiosità, è stata anche realizzata, nel 1981, una versione a 6 ruote, di cui 4 posteriori: l’idea di Head era quella di sostituire le due larghe ruote posteriori con 4 delle stesse misure di quelle anteriori, e quindi più strette, in modo da potere prolungare le fiancate fino a dietro l’asse posteriore realizzando un canale Venturi molto più ampio. Di questa vettura circolano solamente delle foto scattate durante i test condotti al Paul Ricard. La leggenda narra che sia stata in grado di segnare tempi incredibili, al punto che la FIA decise di vietare le auto con più di 4 ruote, limite che esiste tutt’ora.




“ASI IN PISTA” A VARANO CON IL DALLARA F3 REVIVAL E IL TRIBUTO AD ANDREA DE ADAMICH




Si avvicina l’appuntamento autunnale con ASI in Pista, lo speciale track day dedicato alle auto storiche in programma sabato 7 novembreall’Autodromo “Riccardo Paletti” di Varano de’ Melegari (Parma). L’evento è riservato alle vetture stradali costruite mi fino al 2006 e a quelle da competizione prodotte fino al 1996, nelle categorie Formula, Rally, Turismo e Sport Prototipo. Il programma prevede anche una sessione speciale di omologazione finalizzata al rilascio dei Certificati di Identità ASI.

In questa nuova edizione è dedicato un tributo ad Andrea de Adamich ad un anno dalla sua scomparsa: grazie alla partecipazione della Scuderia de Adamich si celebra l’attività sportiva dell’Andrea pilota con le auto che più hanno caratterizzato la sua vittoriosa carriera e saranno in rassegna i modelli più iconici utilizzati dal suo Centro Internazionale di Guida Sicura che ha sede proprio all’autodromo di Varano.

Inoltre, dalle 11.00 alle 12.00, è previsto un talk condotto da Guido Schittone con la partecipazione di personaggi e personalità del motorsport per rivivere la “golden era” della velocità. Hanno già confermato la loro presenza Nicola Larini, Piero Liatti, Antonio Tamburini, Fabio Mancini.

Un’altra novità di ASI in Pista 2026 riguarda la nascita dell’inedito Dallara Formula 3 Revival, un evento nell’evento che raggruppa le monoposto progettate dalla factory di Varano de’ Melegari per la categoria che le ha viste imporsi su tutti i circuiti del mondo.

Il programma della giornata è scandito dai turni di giri liberi in pista (dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00), dalle parate con i Club (ore 13.00), dalle premiazioni delle “Best of Paddock” (ore 13.30) dagli hot laps con le Dallara Stradale e con le auto della Scuderia de Adamich (dalle 13.50 alle 14.00).



“La pista è sempre una grande attrattiva per gli appassionati – ha sottolineato Alberto Scuro, Presidente ASI - e la formula del track day, senza velleità agonistiche, riesce a soddisfare tutte le esigenze, in primis quella di guidare la propria auto storica in sicurezza. Siamo molto felici che Dallara e Scuderia de Adamich abbiano aderito al programma per arricchire la manifestazione e per dare ancora più significato al tributo dedicato all’amico Andrea de Adamich”.

“Sono molto contenta che ASI ricordi a Varano, sede di Scuderia de Adamich, mio marito Andrea ad un anno dalla scomparsa. Una commemorazione importante, che rende il giusto tributo alla sua carriera sportiva, giornalistica e imprenditoriale. Andrea è passato dalla guida di un’auto da corsa, alla guida di un’azienda che ha promosso la cultura della guida sicura in ambito internazionale, tanto da farlo nominare Commendatore della Repubblica Italiana”, ha dichiarato Sofia Spanou de Adamich, Presidente di Scuderia de Adamich.

(Luca Gastaldi Ufficio Stampa ASI)

martedì 3 novembre 2026

Circuito di Campione: aperte le iscrizioni per l’edizione 2027

 



Il Circuito di Campione d’Italia si prepara a tornare protagonista sulle sponde del Lago di Lugano. L’appuntamento è dal 2 al 5 settembre 2027, sullo stesso affascinante tracciato cittadino che ha ospitato le ultime due edizioni rievocative. L’evento celebrerà un anniversario importante: saranno infatti trascorsi esattamente 90 anni dalla prima edizione del circuito, disputata nel 1937. Un traguardo che sarà sottolineato da uno speciale logo commemorativo e da un premio speciale dedicato al 90° anniversario.

Immerso nello scenario unico dell’exclave italiana in territorio svizzero, il circuito si prepara così a riportare in scena la storia e il fascino del motorsport vintage, con un programma che intreccia passione, cultura motoristica e spettacolo.

Iscrizioni dal 3 novembre
Il primo appuntamento per i partecipanti è fissato a martedì 3 novembre, quando aprono ufficialmente le candidature per prendere parte all’edizione 2027, disponibili online sul sito ufficiale dell’evento: www.circuitocampione.com

Il Giro d'Italia torna a correre all’Autodromo Nazionale

 

Il Giro d’Italia torna nel Tempio della Velocità. Domenica 23 maggio 2027, l’Autodromo Nazionale Monza ospiterà la partenza della 15ª tappa della 110ª edizione della Corsa Rosa: una cronometro individuale di 37,3 chilometri che si concluderà a Milano. L’annuncio è arrivato oggi, martedì 3 novembre, a Roma, nel corso della presentazione ufficiale del percorso del Giro d’Italia 2027.

Un appuntamento di grande prestigio per l’Autodromo Nazionale Monza, che si prepara ad accogliere i protagonisti del ciclismo internazionale in una delle prove potenzialmente decisive per la classifica generale. Una sfida contro il tempo nella quale ogni secondo potrà fare la differenza nella corsa alla maglia rosa.

Il Giro torna a Monza a dieci anni dall’ultima volta. Era il 28 maggio 2017 quando, in occasione della centesima edizione della Corsa Rosa, l’Autodromo ospitò la partenza della cronometro individuale conclusiva, anche allora con traguardo nel capoluogo lombardo.

Un ritorno che rinnova il legame tra due grandi protagonisti della storia sportiva italiana: il Giro d’Italia, simbolo della passione popolare per il ciclismo, e l’Autodromo Nazionale Monza, luogo leggendario dell’automobilismo mondiale.

Geronimo La Russa, Presidente dell’Automobile Club d’Italia: «Partecipare in maniera concreta e diretta a una delle tappe più attese della Corsa Rosa ha per noi un valore particolarmente importante e significativo. Il Giro d’Italia, infatti, è senza dubbio una delle manifestazioni sportive più iconiche e sentite del nostro panorama nazionale. Sono certo che saranno moltissimi gli appassionati che giungeranno all’Autodromo di Monza per celebrare questo appuntamento. Una domenica di sport che vedrà sfilare i campioni del ciclismo nel Tempio della Velocità, in una cornice che renderà davvero unica questa giornata del Giro».

Giuseppe Redaelli, Presidente dell’Autodromo Nazionale Monza: «L’Autodromo Nazionale Monza è orgoglioso di ospitare nuovamente il Giro d’Italia, con cui il Tempio della Velocità condivide una storia lunga quasi ottant’anni. Monza fu, infatti, nel 1949, sede d’arrivo dell’ultima frazione, che incoronò Fausto Coppi vincitore. Ha poi ospitato la partenza di una tappa nel 1985 e, successivamente, il 28 maggio 2017, l’avvio della 21ª e ultima frazione del Giro del Centenario, anche in quel caso una cronometro. Oggi siamo pronti a scrivere una nuova pagina di questa storia, rinnovando l’incontro tra due grandi simboli dello sport italiano».

(Ufficio Stampa Autodromo Nazionale Monza)

lunedì 2 novembre 2026

Rally\Balletti Motorsport: doppietta Subaru al “Lago di Garda”


Nizza Monferrato (AT), 2 novembre 2026 – Doppietta Subaru, doppietta bresciana! Nella trionfale trasferta alla prima edizione del Rally del Lago di Garda Storico, la Balletti Motorsport ha lasciato un indelebile segno piazzando le due Subaru Legacy ai primi due posti grazie a due piloti bresciani che, stimolati dalla duplice sfida a parità di auto, hanno dato il meglio di sé ben assecondati dal perfetto funzionamento dei mezzi, in un rally dove, oltre a quelle di un percorso tecnico e impegnativo, non sono mancate le insidie dovute alla variabilità del meteo.

Che la vittoria fosse l’obiettivo di Marco Superti, navigato per la prima volta dalla pluricampionessa italiana Lucia Zambiasi, lo si è capito dallo scratch nella prima, breve, speciale, del sabato sera. Sempre nelle prime due posizioni i risultati delle successive prove, con un secondo parziale firmato in quella di chiusura, sono stati il ruolino di marcia del pilota bresciano che, alla sua seconda apparizione al volante della “giapponese” ha colto una bella vittoria che va a sommarsi a quello dello scorso luglio a Salsomaggiore.

Decisamente positiva anche la prestazione di “Pedro” tornato al volante a otto mesi dall’unica gara corsa nella stagione affidandosi, anch’egli per la prima volta, a Christian Soriani chiamato all’ultimo istante a sostituire Emanuele Baldaccini, impossibilitato a partecipare. Con una ricognizione ridotta ai minimi termini, il duo si è comunque espresso a livelli eccellenti prendendo anche la testa della corsa dopo lo scratch sulla seconda speciale, restando nel prosieguo sempre a ridosso dei battistrada fino a chiudere con un soddisfacente secondo assoluto. Unico neo del vincente fine settimana, il ritiro patito da Ruggero Brunori e Marco Torlasco con la Porsche 911 SC nel corso della quinta speciale.

L’attenzione si rivolge ora al Giro dei Monti Savonesi Storico, ultimo atto del T.R.Z. della Prima Zona, come anche del Memory Fornaca. Cinque le vetture che saranno schierate ad Albenga (SV): due Legacy, due Porsche 911 e una BMW M3. Con la prima Legacy sarà di scena il già due volte vincitore Filippo Gerini affiancato da Luciano Campanella, mentre con la seconda debutterà Dario Bigazzi in coppia con Francesca Rovetta. Passando in casa Porsche, con la 911 SC/RS, Massimo Ferrari si giocherà il tutto per tutto nel T.R.Z. e avrà Christian Soriani al suo fianco; con la SC Gruppo 3 saranno al via Alfredo Formosa e Beatrice Marchetto, mentre Luca Prina Mello e Simone Bottega saranno nuovamente impegnati con la BMW M3 con un occhio anche al Michelin Trofeo Storico.
Otto le prove speciali in programma per circa 78 chilometri cronometrati: due nel pomeriggio di sabato 7 novembre, le restanti alla domenica. Partenza e arrivo ad Albenga.

( Ufficio Stampa Balletti Motorsport )

Rally: Pelliccioni trionfa al Vermentino Historicu ed è Campione Italiano Due Ruote Motrici


Il Campionato Italiano Rally Terra Storico 2026 ha emesso il suo primo verdetto tricolore sulle strade sterrate della Sardegna. L'8° Rally del Vermentino Historicu ha incoronato Bruno Pelliccioni e Lorenzo Ercolani, vincitori assoluti della gara e nuovi Campioni Italiani Due Ruote Motrici, al termine di una prestazione che li ha visti protagonisti fin dalle prime battute.

"Sono molto contento. Era da qualche anno che non riuscivamo a conquistare il titolo, quindi la soddisfazione è doppia - ha detto Pelliccioni - Un grazie importante va a Lorenzo, perchè i navigatori contano eccome e a tutto il mio team. È stata una bella stagione, abbiamo sempre dato il massimo e ora al Brunello potremmo confrontarci con un parterre di livello europeo puntando ad un risultato importante".

Pelliccioni ed Ercolani, al volante della Ford Escort RS MKII della Titano Motorsport, hanno costruito il loro successo con un ritmo che ha lasciato ben poco spazio agli avversari. Già al comando dopo le quattro prove speciali della prima giornata, disputate tra pomeriggio e notte, i sammarinesi hanno proseguito la loro marcia anche nella seconda frazione, nonostante un imprevisto tecnico che avrebbe potuto compromettere il risultato. La rottura del motorino di avviamento, infatti, li ha costretti ad uscire in ritardo dalla prima assistenza domenicale, rimediando una penalità di 30 secondi e affrontando le prime due speciali senza mai spegnere il motore. Un contrattempo gestito senza perdere concentrazione, che non ha impedito loro di consolidare il primato fino al traguardo. Nel finale anche qualche noia con uno pneumatico ha consigliato per un approccio meno aggressivo, ma il risultato finale ha parlato chiaro.
Il vantaggio di 1'36.7 su Nemo Mazza e Domenico Mularoni, anch'essi su Ford Escort RS, racconta la superiorità espressa nell'arco delle due giornate dall'equipaggio vincitore, che ha conquistato anche il successo nel III Raggruppamento e appunto tra le Due Ruote Motrici. Soprattutto, il risultato ha permesso a Pelliccioni di chiudere matematicamente i giochi nella classifica CIRTS 2RM, assicurandosi il titolo italiano con una gara di anticipo rispetto alla conclusione della stagione.

Ottima anche la prestazione di Mazza e Mularoni, secondi assoluti, secondi di III Raggruppamento e tra le 2RM. L'equipaggio sammarinese ha saputo mantenere un passo competitivo e gestire anche una piccola disavventura che ha lasciato qualche segno sull'anteriore della vettura, portando comunque a termine una gara di grande sostanza. "È stata una bella gara, anche se contro un Pelliccioni così devo dire che onestamente non avremmo potuto fare molto" ha commentato Mazza al termine.

Se il titolo 2RM ha quindi trovato il suo padrone, la sfida tra le Quattro Ruote Motrici resta invece aperta dopo un finale avvincente che ha premiato Bruno Bentivogli, terzo assoluto e vincitore della categoria per appena 2.6 secondi su Nicolò Fedolfi. È stata questa la sfida più accesa del weekend. Dopo una prima giornata chiusa con Fedolfi e Luigi Pirollo davanti sulla Lancia Delta HF preparata da K-Sport Engineering per i colori del Racing Team Le Fonti, la situazione si è progressivamente ribaltata nel corso della domenica. Bentivogli, affiancato in questa occasione da Giancarla Guzzi sulla Ford Sierra Cosworth 4X4 gestita dal Team Terrosi, ha recuperato terreno fino a prendere il comando della categoria, riuscendo anche a interrompere per primo il dominio cronometrico di Pelliccioni con il miglior tempo sulla PS8.

Il finale ha regalato un confronto serratissimo. Fedolfi ha reagito conquistando entrambe le ultime due prove speciali, riducendo progressivamente il distacco dall'avversario, ma il suo attacco non è stato sufficiente per completare la rimonta. Al traguardo Bentivogli ha conservato appena 2.6 secondi di vantaggio, assicurandosi la terza posizione assoluta, il successo tra le Quattro Ruote Motrici e quello nel IV Raggruppamento. Fedolfi e Pirollo hanno chiuso quarti assoluti, secondi tra le 4RM, al termine di un duello che lascia ancora aperta la partita per il campionato. Il risultato consente infatti a Bentivogli di incrementare il proprio margine in classifica in vista dell'ultimo appuntamento stagionale al Rally del Brunello.
A chiudere la classifica sono stati quindi Alessandro Leoni e Loretta Arca, su Ford Escort RS del Team Autoservice Sport, sul podio anche di III Raggruppamento e vincitore della Classe 2000 di Gruppo 1-2.
Tra gli altri episodi della seconda giornata, da segnalare i ritiri di Domenico Mombelli e Luigi Bariani, fermati dalla rottura di un mozzo sulla loro Ford Escort RS MKI mentre comandavano il II Raggruppamento, e di Federico Tremonti con Diego Beltrame, costretti allo stop dopo aver danneggiato la coppa dell'olio della loro Peugeot 309 GTI iscritta per la Club 91 Squadra Corse.


Non sono mancati i colpi di scena neppure tra le vetture Classiche, dove Gianluca Leoni e Gian Mario Fodde avevano dominato la competizione con la Mitsubishi Lancer Evo IV del Team Autoservice Sport. L'equipaggio sardo, autore di una prestazione di assoluto rilievo, è stato però costretto al ritiro prima dell'ultima prova speciale a causa della rottura di un ammortizzatore, vedendo sfumare un successo che sembrava ormai acquisito.

Ad approfittare del ribaltone sono stati Antonio Uscidda e Davide Ragnedda, che con la Opel Astra OPC hanno conquistato la vittoria tra le Classiche. Anche per loro il finale non è stato privo di tensione, a causa di un problema elettrico accusato durante il trasferimento verso l'arrivo, superato comunque senza compromettere il risultato.

L'appuntamento con il Campionato Italiano Rally Terra Storico è quindi rilanciato al 26-28 novembre, con il Rally del Brunello, a Montalcino, che chiuderà questa spettacolare stagione 2026.

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CLASSIFICA FINALE UFFICIALE 8° RALLY VERMENTINO HISTORICU: 1. PELLICCIONI-ERCOLANI (Ford Escort Rs) in 1:18'03.5; 2. MAZZA-MULARONI (Ford Escort Rs) a 1'06.7; 3. BENTIVOGLI-GUZZI (Ford Rs Cosworth 4X4) a 1'14.5; 4. FEDOLFI-PIROLLO (Lancia Delta) a 1'17.1; 5. LEONI-ARCA (Ford Scort Rs) a 9'52.7.

CLASSIFICA FINALE AUTO CLASSICHE: 1. USCIDDA-RAGNEDDA (Opel Astra Opc) in 1:35'45.2;

Le 500 partite di Suzuki con Torino FC


Suzuki e Torino FC celebrano un importante traguardo: 500 partite insieme, testimonianza di una collaborazione che si è consolidata nel tempo, rafforzando un legame fondato su valori condivisi e una visione comune dello sport.
Il numero 500 è protagonista di una maglia celebrativa, posizionato sul fronte maglia sotto il logo Suzuki, per rendere omaggio a un percorso costruito nel tempo attraverso la passione, l'impegno e lo spirito di squadra. Il traguardo raggiunto rappresenta molto più di un anniversario: è l'espressione di una collaborazione duratura tra due aziende che riconoscono nello sport valori quali: appartenenza, partecipazione, determinazione, capacità di lavorare insieme e l'attenzione alle persone. Principi che accomunano Suzuki e Torino FC, alimentando una collaborazione che si traduce in un percorso condiviso da 14 anni.

Le 500 partite disputate insieme celebrano il percorso condiviso da Suzuki e Torino FC stagione dopo stagione, con la stessa passione, determinazione e spirito di collaborazione che ne hanno accompagnato la crescita nel tempo.

Massimo Nalli, Amministratore Delegato e CEO di Suzuki Italia, dichiara: «Celebrare 500 partite insieme al Torino FC significa riconoscere il valore di un percorso costruito stagione dopo stagione, sulla base di una visione condivisa e di valori che sentiamo profondamente nostri. Passione, determinazione e spirito di squadra sono principi che accomunano il mondo dello sport e quello Suzuki, così come l'attenzione alle persone e la consapevolezza che ogni traguardo nasce dall'impegno collettivo. Siamo orgogliosi di essere al fianco del Torino FC e di condividere una collaborazione che va oltre la sponsorizzazione, rafforzando il legame con il territorio e con una comunità che vive lo sport come espressione di appartenenza. Questo anniversario rappresenta una tappa significativa del nostro cammino insieme e uno stimolo a proseguire con lo stesso entusiasmo verso le sfide future». (Suzuki Italia Ufficio Stampa)


Al Mugello, Alatalo–Nilsson–Ugran (BMW) vincono sotto la pioggia, Balzan–Medler (Ferrari) conquistano in rimonta il titolo italiano GT3 Enduran


Il Campionato Italiano Gran Turismo Endurance 2026 si chiude con un finale da ricordare, dentro e fuori la pista. Sul circuito del Mugello, sotto una pioggia battente e con temperature inferiori ai 10 gradi, William Alatalo, Alfred Nilsson e Filip Ugran hanno conquistato la vittoria al volante della BMW M4 GT3 Evo di BMW Italia Ceccato Racing, al termine di una gara di tre ore incredibile, combattuta e imprevedibile fino agli ultimi minuti, il cui risultato è stato modificato da una decisione dei commissari sportivi nel post gara.

A tagliare per primi il traguardo erano stati, infatti, Alessandro Balzan e Dylan Medler, con la Ferrari 296 GT3 Evo di Rinaldi Racing, protagonisti di una straordinaria rimonta nella corsa al titolo italiano assoluto. L’equipaggio italo-statunitense, arrivato al Mugello con 20 punti di ritardo dai leader Albag–Ferrari (Mercedes-AMG GT3–AKM Motorsport) e alle spalle anche di Liberati–Michelotto–Zanon (Lamborghini Huracan GT3 Evo2–VSR), aveva conquistato sul tracciato toscano una vittoria tanto sofferta quanto meritata, ribaltando una situazione di classifica apparentemente sfavorevole.

Ma il colpo di scena decisivo è arrivato nel dopogara, quando, a seguito di un reclamo sportivo presentato dal concorrente VSR, i commissari sportivi hanno inflitto a Balzan–Medler una penalizzazione di cinque secondi per una irregolarità nella procedura di ripartenza dopo l’uscita dell’ultima safety car, facendoli retrocedere dalla prima alla terza posizione. La vittoria è così passata ai portacolori BMW, davanti a Bouarfa–Perera–Clementi Pisani, con la Lamborghini Huracan GT3 Evo2 di DL Racing, primi della classe Pro-Am.

La penalizzazione non ha tuttavia privato Balzan e Medler del titolo italiano assoluto. Con i 12 punti del terzo posto, sommati ai 10 conquistati al traguardo del 100° minuto, i portacolori di Rinaldi Racing hanno infatti chiuso il campionato a quota 58, appaiati a Liberati–Michelotto–Zanon. A decidere l’assegnazione del titolo sono stati quindi i migliori piazzamenti ottenuti nelle quattro gare della stagione, cioè una vittoria a testa, nessun secondo posto, ma un terzo posto in più per Balzan–Medler, proprio quello conquistato al Mugello dopo la penalizzazione.

Una gara durissima, con 51 equipaggi iscritti, dieci interventi della safety car e quattro periodi di full course yellow. Una successione di neutralizzazioni e ripartenze che ha continuamente rimescolato le carte, tra uscite di pista e strategie condizionate dalle difficilissime condizioni del tracciato.

Partiti dalla seconda fila, Balzan e Medler hanno costruito la loro rimonta con determinazione, rimanendo in lotta per le posizioni di vertice nonostante i numerosi cambiamenti di fronte che nel finale hanno assegnato virtualmente il titolo a Segù–Donno–Pollini, poi ritiratisi dopo un contatto con la Porsche GT3 R di Dinamic GT, a lungo nelle posizioni di testa.

Il primo grande colpo di scena nella corsa al titolo era arrivato al 28° giro e aveva coinvolto proprio i leader della vigilia, Albag–Ferrari, fino a quel momento costantemente nelle posizioni di vertice con la Mercedes-AMG GT3 di AKM Motorsport. Dopo aver occupato anche la seconda posizione, con un margine sui diretti avversari che avrebbe consentito loro di conservare il primato in campionato, l’equipaggio era stato protagonista di un contatto con la Lamborghini Huracan GT3 Evo2 dell’Oregon Team mentre si trovava in quinta posizione. Ferrari era riuscito a riprendere la corsa, ma i danni riportati dalla Mercedes avevano compromesso ogni possibilità di recupero, costringendolo successivamente al rientro ai box e al ritiro.

Il titolo conquistato da Balzan–Medler conclude così una stagione iniziata con una vittoria sotto la pioggia nella gara inaugurale di Misano e terminata con un terzo posto, in un epilogo che ha mantenuto aperta la lotta per il campionato anche dopo la bandiera a scacchi.

Anche nella GT3 Pro-Am il Mugello ha ribaltato le gerarchie della vigilia. Rafael Duran e David Perel, portacolori di Spirit of Racing con la Ferrari 296 GT3 Evo, hanno conquistato il titolo italiano grazie al quarto posto in gara e superando in classifica l’equipaggio di Imperiale Racing, Cola-De La Iglesia-Denes (Lamborghini Huracan GT3 Evo2), che si presentavano da leader all’ultimo appuntamento stagionale. E’ stata una sfida rimasta aperta fino alle ultime battute, in una gara nella quale la vittoria di classe è andata alla Lamborghini Huracan GT3 Evo2 con i colori DL Racing di Bouarfa-Perera-Clementi Pisani, davanti alla vettura gemella di Denning-Girotti-Guidetti (Imperiale Racing) e alla 296 GT3 Evo di Marchiante-Coluccio-Tamburini (Easy Race).

Un altro ribaltamento ha caratterizzato la GT3 Am, dove Leonardo Gorini e Massimo Perrina, al volante della Ferrari 296 GT3 Evo di Easy Race, hanno conquistato il titolo italiano recuperando i due punti di ritardo che li separavano dai leader della vigilia, Ryndziewicz-Altoè-Altoè (Ferrari 296 GT3 Evo-Kessel Racing). Nell’ultima gara della stagione, il successo di classe è andato all’equipaggio Fischbaum-Pavlovic- Spengler, settimi assoluti con la Huracan di Star Performance, davanti ai neo campioni italiani coadiuvati da Daniel Mancinelli e McDonald-Simonsen (Ferrari 296 GT3 Evo-Spirit of Racing).

Titoli assegnati nelle ultime battute di gara anche per la GT Cup, con Edoardo Barbolini, Federico Al Rifai e Simone Patrinicola (Ferrari 296 Challenge), che hanno conquistato il titolo della 1ª Divisione Pro-Am, nonostante la foratura di un pneumatico accusata nella prima parte di gara. L’equipaggio di Spirit of Racing arrivava al Mugello in terza posizione in campionato, con 16 punti di ritardo dai leader Agoglia-Bucci-Cremona (Lamborghini Huracan ST Evo2-DL Racing), completando una splendida rimonta nelle ultime 3 ore della stagione.

Una sfida che alla vigilia sembrava soprattutto riservata ai leader di DL Racing e ai loro più immediati inseguitori, Vitale-De Marco (Ferrari 296 Challenge Rossocorsa), distanziati di nove punti. Il verdetto del Mugello ha invece premiato i portacolori di Spirit of Racing, protagonisti di un finale di stagione esaltante dopo il ritiro patito nella penultima gara di Imola.

Nella 1ª Divisione Am il titolo era già stato assegnato a Luigi Ferrara e Francesco Galli (Ferrari 296 Challenge-Krypton by DL Racing) in occasione del precedente appuntamento di Imola.

Nella 2ª Divisione Pro-Am, Roberto Benedetti e Danny Santi hanno confermato il primato con cui si erano presentati al Mugello, conquistando il titolo italiano al termine della gara che li ha visti concludere al terzo posto, in equipaggio con Pierluigi Veronesi, alle spalle di Bodellini-Riva-Schofield (Ferrari 488 Challenge-SR&R) e Gonzalez-Font Casas-Tato Sanchez (Porsche 992 GT3 Cup-Tsunami).

Nella classe Am, invece, il successo finale è andato a Francesco Bolzoni e Carlo Contessi, portacolori di ZRS Motorsport, che hanno recuperato il punto di svantaggio nei confronti dei leader della vigilia, Di Benedetto-Nicolosi-Carboni (Porsche 992 GT3 Cup-Tsunami), aggiudicandosi il titolo italiano grazie ad una bella vittoria coadiuvati da Francesco Guidi proprio davanti agli antagonisti nella corsa al titolo.

Con l’assegnazione degli ultimi titoli, cala il sipario su una stagione 2026 di grande successo per il Campionato Italiano Gran Turismo, che nelle serie Sprint ed Endurance ha fatto registrare numeri record di partecipazione e una presenza internazionale sempre più significativa. ACI Sport è già al lavoro per il 2027, con un calendario già ufficializzato che prevede per la serie Sprint cinque appuntamenti anziché quattro, per un totale di dieci gare, con il via il 25 aprile a Vallelunga, mentre l’Endurance confermerà quattro prove di tre ore, a partire dal 9 maggio all’Autodromo di Misano Adriatico. (Campionato Italiano Gran Turismo Ufficio Stampa)

domenica 1 novembre 2026

F1: PIETRO MEDA (AC MILANO), "KIMI ANTONELLI SUL TRONO MONDIALE NEL SEGNO DI ALBERTO ASCARI"


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“Oggi l'Italia dei motori ha scritto una pagina di storia memorabile. Vedere Kimi Antonelli conquistare il titolo mondiale di Formula 1 è stata un'emozione straordinaria. Un campione del mondo italiano mancava in Formula 1 dalla doppietta di Alberto Ascari: un'attesa durata 73 anni che  finalmente è terminata”, afferma Pietro Meda Presidente di Automobile Club Milano. 

“Il successo di Kimi non è frutto del caso, ma della determinazione, della classe cristallina e della cultura del lavoro che ha saputo esprimere fin dai primi passi sui kart. Automobile Club Milano ha da sempre nel proprio DNA la tutela e la promozione della cultura motoristica; vedere un giovane italiano salire sul tetto del mondo rappresenta il messaggio più bello per tutti i ragazzi che sognano di intraprendere questa strada. 

Con questo titolo Kimi Antonelli raccoglie idealmente il testimone da Alberto Ascari, che corre con licenza dell’Automobile Club di Milano, dimostrando che l'eccellenza, la passione e la scuola motoristica italiana sono un punto di riferimento. A Kimi vanno i complimenti più sinceri e l'abbraccio affettuoso di tutto l'Automobile Club Milano”, conclude Meda.


(Automobile Club Milano Ufficio Stampa)