lunedì 5 ottobre 2026

Gli Automobile Club dí Milano e Brindisi a Rossocorsa Classiche Puglia 2026


Milano, 5 ottobre 2026 - Dall’8 all’11 ottobre 2026 una rappresentanza di Soci di Automobile Club Milano parteciperà a Rossocorsa Classiche Puglia 2026, evento dedicato alle grandi Ferrari storiche e alle Supercar del Cavallino Rampante.

La presenza dei Soci milanesi è un’occasione di incontro e di collaborazione tra Automobile Club Milano e Automobile Club Brindisi, due realtà territoriali dell’ACI unite dalla stessa passione per l’automobile, dalla valorizzazione della cultura motoristica e dall’attenzione verso le eccellenze italiane.

Automobile Club Brindisi sarà il punto di riferimento dell’ospitalità sul territorio, accompagnando gli ospiti di AC Milano alla scoperta della regione, delle sue strade, dei suoi borghi e del suo eccezionale patrimonio culturale, artigianale ed enogastronomico.

Una sinergia tra i due Club che vuole andare oltre la manifestazione automobilistica: la presenza di dieci equipaggi provenienti da Milano rappresenta concretamente lo spirito dell’iniziativa. L’incontro tra i Soci diventa infatti un modo per creare relazioni tra regioni diverse, condividere esperienze e promuovere insieme il patrimonio automobilistico e culturale italiano.

Il percorso attraverserà alcuni dei luoghi più rappresentativi della Puglia, tra cui Ostuni, Taranto, Manduria e i borghi della Valle d’Itria, con passaggi a Cisternino e Alberobello e il suggestivo arrivo al Castello Aragonese di Taranto.

Sulle strade pugliesi sfilerà una vera e propria esposizione itinerante di Ferrari che raccontano oltre settant’anni di storia dell’automobile: dalle vetture Sport degli anni Cinquanta alle Gran Turismo, fino alle Supercar che hanno segnato le epoche più recenti. 

La manifestazione, organizzata da Automobile Club d’Italia, Automobile Club Brindisi in collaborazione con Rossocorsa, si distingue anche per la sua attenzione al sociale: un contributo di 10.000 euro verrà infatti devoluto alReparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale di Taranto e un’asta di beneficenza è stata organizzata in favore della Cooperativa sociale Villaggio SOS di Ostuni.

La collaborazione tra AC Milano e AC Brindisi vuole rappresentare pienamente lo spirito del sistema ACI: Automobile Club differenti per storia e territorio capaci di fare squadra attraverso la passione automobilistica, l’ospitalità, la cultura e la solidarietà.

Tra le vetture d'epoca d'eccezione appartenenti al periodo eroico delle corse troviamo modelli leggendari che hanno segnato le grandi competizioni internazionali. 

FERRARI 340 MM: l’esemplare, originale ed unico, protagonista alla Mille Miglia del 1953 con Luigi Villoresi e Pasquale Cassani, e vincitrice dell’International Trophy a Silverstone con Mike Hawthorn. 

FERRARI 750 MONZA: icona che ha gareggiato nei circuiti europei e americani con piloti del calibro di Piero Taruffi, Harry Schell e Phil Hill. 

FERRARI 340 AMERICA: vettura impegnata nella 24 Ore di Le Mans del 1951 con Bill Spear e Johnny Claes e alla 12 Ore di Sebring del 1952. 

FERRARI 121 LM: legata alla Mille Miglia del 1955 con Piero Taruffi e alla 24 Ore di Le Mans con Maurice Trintignant e Harry Schell. 

FERRARI 750 MONZA: esemplare legato al Dopoguerra italiano e a gare storiche come il Giro di Sicilia e la Targa Florio. 

FERRARI 250 CALIFORNIA SPIDER: simbolo di eleganza senza tempo, concepita da Scaglietti per il mercato americano con motore V12. 

Accanto ai gioielli storici da competizione la manifestazione proporrà modelli che hanno segnato epoche diverse: dalla 250 GT SWB e la 250 Cabriolet, fino alle leggendarie Daytona e 550 Maranello con motore V12 anteriore, oltre a icone del design degli anni Ottanta e Novanta come la Testarossa, la 512 TR e la 512 M. 

A completare la rassegna vi saranno tre pietre miliari dell'evoluzione tecnologica e della ricerca della leggerezza derivata dalla Formula 1: la F40, la F50 e la Enzo.

(Automobile Club Milano Ufficio Stampa)

Raptor Engineering vince anche a Barcellona nel McLaren Trophy



Raptor Engineering l’ha fatto di nuovo nel McLaren Trophy Europe, tornato in pista nel weekend a Barcellona dopo una lunga pausa estiva. Come a Misano in luglio, il team modenese ha vinto anche sull’impegnativo circuito catalano, stavolta firmando addirittura una doppietta in classe Pro-Am con la McLaren Artura Trophy Evonumero 90 affidata a Flavio Olivieri e Jody Lambrughi, primi sia in gara 1 sabato sia in gara 2 domenica. Il giovanissimo rookie romano e Il pilota italo-svizzero nativo di Como nella prima corsa, disputata sabato, scattavano dalla pole position e hanno comandato con autorità l’intera contesa, mentre domenica hanno dovuto compiere una piccola, grande impresa con una bella rimonta che si è concretizzata nel finale.

Sul podio Pro-Am di gara 2, Olivieri-Lambrughi sono stai quindi raggiunti dai compagni di squadra FerdinandoD’Auria e Dimitris Papanastasiou. Il 20enne driver irpino e il compagno di equipaggio greco erano stati sfortunati protagonisti in gara 1 quando proprio quest’ultimo, per un fuoripista in ghiaia alla partenza, era stato costretto a un prematuro ritiro a causa di un sasso che aveva rovinato il radiatore dell’Artura Trophy Evo numero 12 con la quale proprio loro si erano imposti a Misano. In gara 2 la rivincita non si è fatta attendere e i due sono stati protagonisti di un’efficace rimonta che gli ha consentito di concludere terzi al traguardo e confermarsi secondi in campionato quando all’appello della stagione del McLaren Trophy 2026 manca soltanto il gran finale di Portimao, in programma il 16-18 ottobre.

Andrea Palma, team principal di Raptor Engineering:“Due vittorie e un podio a Barcellona, siamo contenti! Ci voleva per i nostri piloti e ci voleva per lasciare un segno anche in chi, McLaren compresa, ci guarda in un contesto internazionale così prestigioso. Le nostre vetture si sono rivelate costantemente competitive e i ragazzi erano davvero in sintonia tra loro. Torniamo a casa soddisfattiper dei risultati assoluti davvero importanti che consolidano anche il lavoro che fanno i ragazzi della squadra in factory a Modena e sui campi di gara. Per noi un motivo di orgoglio e nel contempo una bella vetrina in vista di un mese di grandi impegni che caratterizzeranno il finale di questa stagione su tutti i fronti che ci vedono competere con McLaren”.

domenica 4 ottobre 2026

EUGENIO CASTELLOTTI TORNA AL PARCO FERRARI DI MODENA


Pronto per essere installato nel Parco di Modena il busto di Eugenio Castellotti che prenderà il posto dell’originale rubato oltre dieci anni fa insieme a quelli di altri piloti. 
Il busto, opera del Maestro d’arte Alessandro Rasponi, è stato realizzato per iniziativa della Scuderia Eugenio Castellotti di Lodi. L’appuntamento è per il 10 ottobre alle ore 10.30 al parco Ferrari di Modena (angolo Viale Autodromo-Viale San Faustino) quando verrà presentato e collocato il nuovo busto dedicato a Eugenio Castellotti, grande protagonista dell’automobilismo degli anni Cinquanta e legato in modo indissolubile alla storia motoristica della città di Modena.

La nuova opera è stata realizzata ex novo dallo scultore Alessandro Rasponi, autore anche della serie di busti dei piloti che hanno caratterizzato il Parco Ferrari. La scultura nasce con l’intento di restituire alla città il volto di Castellotti, riprendendo l’ispirazione della precedente opera e della scultura dedicata al pilota conservata presso la scuola di Santa Caterina a Modena, nel solco della memoria costruita negli anni da don Sergio Mantovani, storico parroco e conosciuto come cappellano dei piloti di Formula 1.
Il legame di Eugenio con Modena divenne tragicamente definitivo il 14 marzo 1957, quando perse la vita durante una sessione di prove all'Aerautodromo, mentre era impegnato in una sessione di prove con una Ferrari. E il suo ricordo è parte integrante della storia sportiva e automobilistica della città.

Il ritorno del busto di Castellotti assume un significato particolare anche alla luce della storia delle opere presenti al Parco Ferrari. Le sculture realizzate da Alessandro Rasponi (da un’idea del giornalista Sandro Bellè) furono collocate nell’ex aero autodromo, oggi Parco Ferrari, a partire dal 2003 e rappresentavano alcuni protagonisti della storia motoristica italiana e internazionale. Nel febbraio 2012 diversi busti in bronzo, tra cui quello di Castellotti, vennero purtroppo rubati. L’opera rappresenta non soltanto il ritorno di un'immagine, ma soprattutto la volontà di ricostruire progressivamente una memoria collettiva.

«Sono particolarmente felice di aver potuto, passo dopo passo, riportare nella loro sede alcune delle statue dedicate ai grandi piloti che hanno fatto la storia del nostro territorio e dell'automobilismo mondiale. Per Castellotti si tratta di una nuova opera, realizzata con grande passione e nel rispetto della memoria della precedente scultura. Il percorso non è ancora terminato: mancano ancora altri protagonisti e altre statue da recuperare. Il mio auspicio è che questo lavoro possa proseguire e che anche il Comune di Modena, insieme ad aziende private, associazioni e realtà del territorio, possa contribuire a riportare nel Parco Ferrari tutte le testimonianze possibili di questa straordinaria storia. Queste opere non appartengono soltanto a chi le ha realizzate: appartengono alla città, alla sua storia e alle generazioni future» il commento del maestro Alessandro Rasponi.
La nuova scultura viene donata alla città dalla Scuderia Eugenio Castellotti di Lodi, che sarà presente alla cerimonia con il presidente Alvaro Corrù e rappresentanti del Consiglio Direttivo, oltre a soci con alcune auto storiche, rendendo l'appuntamento anche un momento di incontro tra appassionati, associazioni e istituzioni. Alla cerimonia parteciperà il maestro scultore Alessandro Rasponi.

> crediti foto: Scuderia Castellotti-Lodi



Gran Premio Storico d’Italia al Mugello: foto di Raul Zacchè \Actualfoto

Circuito Internazionale del Mugello,
3-4 Ottobre 2026

Gran Premio Storico d’Italia

Foto di Raul Zacchè \ Actualfoto
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